a cura di Ciro Andreotti
Per un anno che si conclude, non può non esserci un bilancio doveroso. Un bilancio che si traduce nella nostra consueta Top 10 con la quale cerchiamo di fotografare l’anno solare, e cinematografico, che sta volgendo al termine.
Questa volta siamo arrivati un pochino all’ultimo minuto, ma alla fine siamo riusciti a redigere non una classifica, ma come sempre una personale serie di pellicole, in ordine rigorosamente sparso, anche in termini di uscita, che identifica quello che ci rimarrà e ricorderemo di questo 2025.
Come di consueto, quando quest’anno avrà compiuto il suo sforzo estremo, inizieremo a visionare nuove pellicole, con il compito di cominciare a pensare quali film far apparire nella Top 10 del 2026.
Ma per adesso: Buona Lettura.
E che vi arrivi il nostro augurio per un 2026 pieno di soddisfazioni.

Bugonia – il complottismo declinato dal regista Yorgos Lanthimos che trasforma Jesse Plemons in un paladino del pianeta terra e Emma Stone in una dirigente di azienda teoricamente incline a complotti extraterrestri. Qui la nostra recensione
Attitudini Nessuna – La carriera di Cataldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomino Poretti, ripercorsa sottoforma di documentario diretto dalla regista e sceneggiatrice Sophie Chiarello, che fra piccoli camei e aiuti alla regia, ha avuto numerose incursioni nella vita artistica del trio comico. Si riflette, ci si emoziona e sorride decisamente molto. Qui la nostra recensione

A complete Unknown – James Mangold trasforma Timothée Chalamet in Bob Dylan e Ed Norton nel folksinger Pete Seger. Mettendo mano alla biografia di Elijha Wood: Dylan Goes Electric! , narra il passaggio del primo Dylan dal genere folk blues al rock più elettrico. Chalament riesce a catturare l’anima primigenia del Dylan dei ’60, ma è tutta la pellicola che funziona anche per coloro che non amano incondizionatamente il menestrello di Duluth. Qui la nostra recensione

Elisa – Barbara Ronchi si cala nel ruolo di una quarantenne assassina della sorella, dall’aspetto inoffensivo e priva di un qualunque movente. Descrivendone il vuoto pneumatico che ne avvolge l’anima. La capacità indubbia di Di Costanzo è non cedere a giudizi morali dando via libera alla recitazione. Qui la nostra recensione
L’ultimo Turno – la vita notturna di chi lavora in ospedale come infermiere o personale medico. Leonie Benesch, nel ruolo della protagonista, rende uno spaccato molto realistico di chi vive tale professione in maniera totalizzante. Film che colpisce per il senso claustrofobico dal quale si rimane avvolti. Denuncia non troppo velata rispetto alla dispersione di personale ospedaliero. Dirige in maniera molto misurata e centrata la regista Svizzera Petra Volpe. Qui la nostra recensione.
Noi e Loro – il razzismo in famiglia spiegato da Vincent Lindon, non nuovo a film di denuncia, e vincitore meritatissimo della coppa Volpi al Festival del Cinema di Venezia, qui nel ruolo di un padre che suo malgrado si trova a dover gestire una coppia di figli avvolti da un sentimento tanto divisivo. Qui la nostra recensione

Il Maestro – Dopo L’ultima notte di Amore (id.; 2021) Pierfrancesco Favino si immerge in un nuovo film diretto da Andrea Di Stefano, questa volta portando in scena un ex fuoriclasse della racchetta caduto in disgrazia e diventato maestro, ma soprattutto mentore, per un adolescente con ambizioni familiari da tennista. Qui la nostra recensione.
Le città di Pianura – Pellicola on the road dedicata alla ricerca di una stabilità personale ottenuta attraverso la visita di numerose osterie venete. Un giovane studente di architettura (Filippo Scotti) viene assistito in questo da due cinquantenni, Sergio Romano e il cantautore e bassista Pierpaolo Capovilla, che fungeranno da suoi mentori. Dirige il trentaseienne Francesco Sossai. Qui la nostra recensione.
The Smashing Machine – The Rock, alias di Dwayne Johnson, impiega le sue conoscenze da ex lottatore di wrestling per impersonare Mark Kerr, vero campione di MMA con una vita personale fatta di numerosi alti e altrettanti bassi, sempre assistito dalla moglie Dawn, interpretata da Emily Blunt. Biopic struggente diretto da Benny Safdie. Per Johnson si parla di possibile premio Oscar.
Pino Daniele – Nero a Metà – A dieci anni dalla scomparsa del bluesman partenopeo, un documentario voluto dal giornalista Marco Spagnoli, che ripercorre tutta la vita di Daniele con numerosi ricordi narratì da amici, semplici appassionati, addetti ai lavori, fra i quali spicca la figura di James Senese, sassofonista e amico del bluesman, che recentemente ha salutato anch’egli la sua vita terrena. Qui la nostra recensione
2025. La nostra Top 10


