
Il napoletano Morelli sceglie la sua città natale per narrarci una favola contemporanea, esaltandone gli angoli più suggestivi grazie alla fotografia firmata da Duccio Cimatti, capace di inquadrarla attraverso scorci di rara bellezza. Dismettendo, anche se per poco, gli occhiali da sole più famosi del piccolo schermo, che lo hanno reso celebre nei panni del ‘braccio maldestro della Legge’, ovvero L’Ispettore Coliandro (id.; 2006 – 2021) dei Manetti Bros. E confezionando una prima prova da regista convincente e successiva ai due corti con i quali aveva esordito. Traendo spunto dal suo romanzo omonimo datato 2013 ed edito da Piemme. Dirigendo una pellicola che sa far sorridere e riflettere, senza particolari artifici narrativi, ma sfruttando la propria esperienza maturata al fianco della coprotagonista Serena Rossi, con la quale aveva già diviso il palco in altre due pellicole di ottimo successo e girate sempre a Napoli alla corte dei fratelli Manetti – Song’e Napule (id.; 2013) e Ammore e Malavita (id.; 2017).
Alla terza prova assieme, il duo si è ormai amalgamato in maniera simbiotica, ed è questo il valore aggiunto offerto alla narrazione, al punto che una trama per quanto prevedibile riesce a far sorridere grazie a battute e situazioni mai volgari, mai scontate, fatta eccezione per un finale decisamente buonista che però passa in secondo piano grazie alla capacità dei protagonisti e di tutto il cast di dar vita a uno spettacolo corale. In tal senso risultano preziose sia la partecipazione di Vincenzo Salemme, come sempre particolarmente ispirato in un ruolo capace di esaltarne la vis comica. Ma anche di Massimiliano Gallo che invece ha preferito abdicare alle sue doti di attore brillante per un ruolo decisamente meno simpatico e ai limiti del cinismo.

In seguito Morelli si è spostato più volte in cabina di regia, riuscendo a narrare storie differenti, ma sempre dallo sfondo a lui congegnale, della commedia corale. Tutto pensiamo sia però nato proprio nel corso di questa primo lavoro che consigliamo di recuperare senza particolari aspettative riguardo colpi di scena inattesi.


