Cass, di John S.Baird

a cura di Ciro Andreotti

Carol Pennant, per tutti Cass, è un bambino di colore appena nato quando è adottato da una coppia di coniugi di East London. Crescendo inizia ad avvicinarsi al mondo del calcio come valvola di sfogo e alla cultura hooligans, divenendo il capo dell’Inter City Firm, la violenta frangia di hooligans a seguito del West Ham United.

Introvabile in lingua Italiana e quasi del tutto distante dal mondo del football d’oltre manica, questa la sintesi della pellicola firmata da John S. Baird, regista scozzese con numerose pellicole indipendenti all’attivo, oltre a numerosi Golden Globe ottenuti per Stanlio & Ollio (Stan & Ollie; 2018). Una pellicola mai approdata nei cinema di casa nostra ma facilmente recuperabile online, in particolare si Prime Video e Apple TV, e che rappresenta uno spaccato della sottocultura da stadio dell’Inghilterra, violenta e sottoproletaria, di metà anni ’70 e ’80. Una violenza che al di fuori dei confini della terra di Albione culminò con la strage dello stadio Heysel del 1985, ma che nel bel mezzo delle città e ai margini degli stadi inglesi poneva ogni sabato pomeriggio, giornata dedicata al calcio d’oltre manica, fazioni opposte a inseguirsi per affrontarsi, come su un campo di battaglia, sia prima sia dopo le gare.

Nel mezzo a corollario della pellicola si narra di una Londra operaia, quella dove è cresciuto Cass Pennant, ma anche decisamente razzista. Incapace di accettare la figura di un uomo di colore figlio di una coppia di coniugi bianchi, con il solo sfogo e distrazione di un sabato allo stadio a seguire il West Ham assieme a centinaia di tifosi che in lui vedevano una guida, ovviamente violenta, ma che erano anche pronti ad accoglierlo come un amico e un leader.

Basato sul romanzo autobiografico dello stesso Pennant: Congratulazioni. Hai appena incontrato la ICF (Congratulations You Have Just Met the ICF; 2003) il film cerca di fotografare gli anni ’70 della working class britannica, peccando però di poca fantasia nel trattare un argomento narrato come una semplice successione di scontri fra tifosi e di eventi della vita quotidiana, introdotti dalla voce narrante dello stesso Pennant, il tutto unito a immagini di repertorio provenienti dalla BBC riguardanti la comparsa del fenomeno hooligan e di come questi sia lentamente stato debellato dal governo inglese.

Degna di nota la prova di Nonso Anoize noto per numerosi lavori di doppiaggio e ruoli sia in ambito televisivo che cinematografico, nel ruolo del protagonista e che come lui, pur essendo nato a Londra, è accomunato da origini straniere, essendo figlio di una coppia Nigeriana. Altrettanto meritevole il tentativo di riportare alla ribalta una storia degna di un’ampia riflessione sociale. Pennant è stato infatti fra i primi a parlare con cognizione, e dall’interno, del senso di appartenenza che può offrire la curva di uno stadio, per la precisione a un orfano come lui allontanato da tutti causa il colore della pelle.

Esplorazione di un mondo cercato a fasi alterne anche in altre pellicole, fra le quali si ricordano: Hooligans (id.; 2005) del regista Lexi Alexander, pellicola del 2005 con protagonisti Elijah Wood e Charles Hunnam, o Ultrà, (id.; 1991) firmato da Ricky Tognazzi nel 1991.

Piacerà quindi molto a chi è affascinato dalla sottocultura ultras, a lato del mondo del calcio, ma anche distante da quest’ultimo

Cass (id.) UK – 2008 Regia di: John S.Baird Genere: Drammatico, Biografico Durata: 110′. Cast: Nonso Anozie, Gavin Brocker, Leo Gregory, Natalie Press, Paul Kaye, Peter Wight Fotografia: Christopher Ross Musiche: Matteo Scumaci Soggetto: Cass Pennant Sceneggiatura: John S.Baird Montaggio: David Moyes Produzione: Cass Films, Logie Pictures.

Cass, di John S.Baird

Valutazione finale: 6 ½ /10