Cemento Armato, di Marco Martani

a cura di Ciro Andreotti

Roma. Diego Santini vive di espedienti truffando il prossimo e al tempo stesso culla il desiderio di andare a vivere assieme alla sua ragazza Asia, che lavora come cameriera di un ristorante di periferia. Sempre a Roma abita Franco Zorzi, detto “il Primario”; un boss della mala che deve il soprannome alla sua ex professione di portantino. Quando Diego in sella al suo motorino, per farsi largo nel traffico, frantuma lo specchietto dell’auto del Primario, non può certo immaginare di aver appena innescato una caccia all’uomo senza prigionieri.

L’opera prima del cofondatore della casa di produzione Wildside: Marco Martani, fino a quel momento noto per le numerose sceneggiature dei film di Natale, quali Natale sul Nilo (id.;2002) e Natale in India (id.;2003), segna il ritorno del cinema di casa nostra ad ambientazioni decisamente cupe. Co-sceneggiato assieme al regista Fausto Brizzi, collega in Wildside, e all’allora esordiente Luca Poldelmengo, la pellicola ci restituisce un Giorgio Faletti che abbandonati temporaneamente i panni dello scrittore di successo e del professor Martinelli, di Notte Prima degli Esami (id.; 2006) rincontra Nicolas Vaporidis, come antagonista non più nelle vesti di un suo allievo ma nel ruolo di un truffatore che vive di espedienti.

La figura bieca, e solo all’apparenza molto calma, del Primario, porta al centro della pellicola una ventata di terrore che si concentra con precisione sulle spalle di Diego (Vaporidis) e della sua ragazza Asia, impersonata da Carolina Crescentini, costringendoli a fare i conti con un avversario del tutto inaspettato al quale è meglio non pestare i piedi, neppure per errore. I due coprotagonisti riescono a svolgere il loro compito senza particolari sussulti, mentre osservare il compianto Faletti aggirarsi con fare calmo e violenza chirurgica, fa molto riflettere in merito a un immenso talento che il cinema di casa nostra non ha saputo sfruttare appieno.

Tutta l’impalcatura della pellicola, si regge attorno a una sceneggiatura cupa e sulfurea, dalla prima all’ultima scena, funzionando come un meccanismo a orologeria e di ottima fattura. Riuscendo a richiamare nemmeno troppo velatamente le ambientazioni delle pellicole firmate da Quentin Tarantino e pescando a piene mani nella letteratura Pulp. Completando il proprio arco narrativo anche su carta stampata, riuscendo a ispirare il romanzo omonimo edito da Mondadori e firmato a quattro mani da Sandro Dazieri e dallo stesso Martani, capaci di recuperare le ambientazioni periferiche della pellicola per restituirle a nuova vita.

Un film che alla fine lascia lo spettatore incollato alla poltrona dall’inizio alla fine e al quale la figura di Ninetto Davoli, nel ruolo di un meccanico ricettatore, offre ancora di più l’idea di periferia e di terra di confine al quale di rado (recentemente) siamo stati abituati dal cinema di casa nostra.

Cemento Armato (id.) Italia, 2007 Regia di: Marco Martani Genere: Drammatico, Thriller. Durata: 93′ Cast: Nicolas Vaporidis, Giorgio Faletti, Carolina Crescentini, Ninetto Davoli, Dario Cassini, Fabio Camilli, Paola Minaccioni, Pietro Ragusa. Fotografia: Marcello Montarsi Montaggio: Luciana Pandolfelli Musiche: Paolo Buonvino Soggetto: Luca Poldelmengo Sceneggiatura: Fausto Brizzi, Marco Martani, Luca Poldelmengo Produttore: Italian International Film, Rai Cinema con il contributo del MiBACT Distribuzione: 01 Distribution.

Cemento Armato, di Marco Martani

Valutazione finale: 7 / 10