Russ Holiday, quarterback della Oregon University, ha appena giocato la sua ultima partita al college, completandola con un errore clamoroso, che è costato alla sua squadra il campionato, al quale ha aggiunto un gesto di violenza nei confronti di un disabile. Per poter ricostruire la propria carriera, Russ decide di presentarsi al South Georgia College, mascherandosi con protesi e parrucca, sotto le spoglie di Chad Powers, uno sconosciuto quarterback grazie al quale cercherà di ricominciare una carriera ormai compromessa.

Lo sport al cinema, e in TV, non sempre ha fatto centro, forse perché le dinamiche dei due media sono differenti rispetto a quelli di una stagione sportiva, o rispetto la vita di un atleta. Fa eccezione questa serie con la quale Glen Powell, attore del momento, grazie a una sovraesposizione che lo sta mettendo in luce come uno degli attori più versatili del panorama hollywoodiano – proprio in questi giorni lo ritroviamo sul grande schermo nel ruolo di protagonista di The Running Man (id.; 2025) – e anche per ruoli come in questo caso non necessariamente d’azione, e dal sapore decisamente agrodolce. Perché se da un lato la vis delle sei puntate di questa prima stagione, che lascia aperte varie linee narrative, è sovraintesa da un tono decisamente leggero e frutto dei prodromi della commedia degli equivoci, nel corso della quale le difficoltà del protagonista sono quelle di non farsi scoprire. Al tempo stesso è il motivo che spinge Russ Holiday a prendere la via di un piccolo college dal quale ripartire che fa riflettere sia il protagonista, sia chi assiste al suo processo di redenzione.
L’idea, che per quanto non sia troppo originale è di certo ben sviluppata e con una gestazione particolare che merita di essere narrata. Frutto non solamente dell’inventiva dello stesso Powell e del trentottenne sceneggiatore e regista Michael Waldron, ma soprattutto dell’ex giocatore di Football Eli Manning, che nel corso del suo programma: Eli’s Places, ha esplorato il mondo del football universitario, mascherandosi da Chad Powers e andando a caccia di una borsa di studio presso un College prestigioso. Una volta raccolta l’idea, Powell e Waldron, con la supervisione tecnica dei fratelli Manning (Eli e Payton) entrambi ex giocatori, hanno sviluppato la maschera, è il caso di dirlo, di Chad Powers, costruendo una trama fatta di personaggi ben caratterizzati, a iniziare dallo staff tecnico del South Georgia College. Con azioni di gioco, dinamiche di spogliatoio, fra compagni e staff, che ricalcano alla perfezione quelle che si verificano sul campo e dietro le quinte di una qualsiasi squadra. Il resto lo fa la capacità di tutto il cast, con una menzione per Powell, perfetto nel doppio ruolo di Powers e di Holiday, di calarsi in una storia che trasuda non solo di buoni sentimenti, ma anche di risate ai limiti del demenziale, di riscatto e amicizia e, come detto, della paura di essere smascherati.



