Chiamami Aquila, di Michael Apted

a cura di Ciro Andreotti

Ernie Souchack, giornalista di punta del Sun Times di Chicago, viene spedito sulle montagne rocciose per redigere un reportage su Nell Porter, ornitologa amante delle aquile e non avvezza alla vicinanza umana. I due, pur differenti fra loro, si accorgeranno di avere molte cose in comune.

L’ultima pellicola di Belushi, prima della sua prematura, ma non troppo inattesa, scomparsa, divenne un tributo alla comicità leggera e profondamente delicata di uno dei più grandi istrioni del sabato sera ‘Made in USA’, protagonista in questo caso di un inno delicato e dedicato all’amore oltre che di una commedia ricordata come un perfetto mix fra sentimenti e comicità. Ernie Souchack: un giornalista profondamente innamorato della sua città deve inevitabilmente, per ragioni di lavoro, essere sradicato da Chicago per recarsi in montagna in un ambiente a lui non certo familiare dove ad attenderlo ci sarà quello che egli ama di più ovvero un possibile scoop con tanto di titoli cubitali in prima pagina.

La vita di questo giornalista dipendente dal lavoro, dedito alla vita sedentaria, al cibo spazzatura e al tabacco, sarà stravolta quando s’imbatterà nella protagonista del suo articolo; un’ornitologa con le sembianze di Blair Brown, che in tempi più recenti ha raggiunto nuovamente la fama grazie alla partecipazione a due serie televisive quali Fringe (id.; 2008-2013) e Orange is the New Black (id.; 2013-2019).

Il film diretto dall’inglese Micheal Adapted, nato come regista televisivo, ma capace di firmare anche film di successo, sia di critica che di pubblico, quali: La ragazza di Nashville (Coal Miner’s Daughter; 1980) e Gorilla Nella Nebbia (Gorillas in the Mist; 1988), seppe esaltare le numerose doti comiche e recitative di Belushi. Un Belushi che seppe ancora una volta imporsi grazie alla propria immane fisicità. Riuscendo a mostrarsi in un ruolo nuovo, differente, più curato e protagonista inatteso di una pellicola dai risvolti anche sentimentali, che però molti fans nell’immediato non compresero; forse perché in spasmodica attesa di un ennesimo film demenziale. L’ex Blues Brother per la prima volta decise invece di stupire il grande pubblico con una prova diversa che non riuscì però e purtroppo ad avere un giusto seguito al botteghino, pur rappresentando probabilmente la sua performance più matura e completa.

Da vedere se amate ancora oggi e visceralmente, uno dei veri geni della comicità dello scorso secolo, non solo di matrice americana, sapendo che per una volta lo vedrete in un ruolo differente ma non meno centrato.

Chiamami Aquila (Continental Divide) USA – 1981 Regia di: Michael Apted Genere: commedia, sentimentale Durata:103′. Cast:  John Belushi, Blair Brown, Allen Goorwitz, Carlin Glynn, Tony Ganios, Allen Garfield, Val Avery, Bill Henderson, Carlin Glynn Fotografia: Justin Brown Musiche: Michael Small Soggetto: Lawrence Kasdan Sceneggiatura: Lawrence Kasdan Montaggio: Dana E. Glauberman Produzione: Universal Pictures, Amblin Pictures Distribuzione: CIC.

Chiamami Aquila, di Michael Apted

Valutazione finale: 7 ½ /10