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Nel 1984 Ritchie Wersh, un quattordicenne che vive alla periferia di Detroit, assiste suo padre nella vendita di armi acquistate presso le fiere, il tutto per poter aprire una videoteca e cambiare finalmente vita. Una sera Ritchie vende due fucili a Johnny Curry, boss locale del narcotraffico, che immediatamente gli propone di entrare nella sua gang. Al tempo stesso Ritchie è seguito anche dalla polizia che lo vorrebbe usare come infiltrato nell’organizzazione di Curry.
Richard Wersh Sr. e Jr. Rispettivamente Matthew McConaugheye Richie Merrit
La vita del più giovane infiltrato e narcotrafficante della east – coast fa da sfondo alla motorcity degli ‘80ies. White Boy Rick – questo il nickname con il quale era conosciuto questo adolescente proveniente da un quartiere costituito esclusivamente da prefabbricati in legno – prese la palla al balzo prima per salvare la vita al padre derelitto, impersonato da Matthew McConoughey, che per l’ennesima volta presta viso e corpo ad un personaggio ai margini, spiantato e abbandonato dalla moglie, e per il quale solamente il figlio è pronto a dargli un minimo di credito. Un figlio diventato informatore, decisamente controvoglia, al soldo della DEA, per poi scegliere di diventare, in via definitiva, un narcotrafficante per tirare fuori la sua famiglia da una situazione d’indigenza che fin troppe volte s’è intravista nelle pellicole d’oltre oceano.
La vita di Ricky Wersh, che ha il viso del giovane ed omonimo Richie Merritt, qui al suo esordio, è narrata in maniera lenta, ma al tempo stesso è meticolosamente ricostruita come una caduta nel vortice della droga e della vita di strada, con l’intermezzo salvifico di una possibile redenzione subito abbandonata, e anche attraverso un rapporto famigliare che si cementa quando tutto parrebbe girare per il meglio a casa dei due protagonisti.
Aspramente criticato dalla sorella del vero protagonista, a causa della descrizione dei rapporti famigliari, il film del francese Yann Demange, che a oggi rappresenta il suo ultimo sforzo cinematografico, diventa non solo una pellicola di genere drammatico, ma un vero spaccato sociale e una sorta di docu – drama dove il determinismo è il Deus ex machina che sovraintende la vita di potenti e proletari. Obiettivo alla fine centrato, ma solo a metà, a causa di una trama che non fa altro che limitarsi a narrare una vicenda in quasi totale assenza di alti e bassi. E senza che alla fine ci si riesca a immedesimare minimamente con nessuno dei protagonisti.
Cocaine – la vera storia di White Boy Rick(White Boy Rick.) USA – 2018 Regia di: Yann Demange Genere: Drammatico Durata: 112′ Cast: Richie Merrit, Matthew McConaughey, Jennifer Jason Leigh, Bruce Dern, Rory Cochrane, Eddie Marsan, Piper Laurie, Bel Powley, Brian Tyree Henry, RJ Cyler, Brad Carter Fotografia: Tat Radcliffe Montaggio: Chris Wyatt Musiche: Max Richter Soggetto: Andy Weiss, Logan Miller, Noah Miller Sceneggiatura: Logan Miller (II), Noah Miller, Andy Weiss, Steve Kloves, Scott Silver Produttore: Columbia Pictures, Studio 8, Protozoa Pictures, LBI Entertainment, Le Grisbi Productions Distribuzione: Warner Bros.
Cocaine – la vera storia di White Boy Rick, di Yann Demange