a cura di Ciro Andreotti
Nella base americana di Guantánamo viene ucciso William Santiago, un marine vittima di un atto di violenza da parte di due commilitoni. La difesa dei due marine viene affidata all’avvocato Daniel Kaffee, arruolato da nove mesi. Daniel è assistito dal suo amico e collega, il capitano Jack Ross, e da Joanne Galloway, capo della commissione disciplinare. I tre dovranno cercare di scoprire se quella che sembra una vendetta terminata male, non sia invece la tragica conclusione di un ordine impartito dall’alto.

La pellicola firmata nei primi anni ‘90 da Rob Reiner, tra i migliori registi di blockbuster contemporanei, per la precisione dagli ‘80 in poi, basti pensare al suo Stand By Me – Ricordi di un’Estate (Stand By Me; 1986) tratto da una raccolta di racconti firmata dal re del brivido Stephen King e diventata quasi subito un cult senza tempo, è sia una critica alla società USA, imbevuta di secondo emendamento, e del diritto di potersi armare, oltre che essere dotata di uno degli eserciti più efficienti dell’orbe. Ma è anche una sfilata ben riuscita di attori perfettamente in grado d’incarnare gli stereotipi sia del mondo militare, sia di quello dei tribunali. A iniziare da Tom Cruise, all’epoca poco più che trentenne e ancora fresco del successo di nato il quattro Luglio (Born the 4th of July; 1989), aspra critica al mondo militare e che in tal caso venne chiamato a impersonare un avvocato, e militare, figlio di “un principe del foro”, desideroso di ripercorrere le orme paterne, ma senza sporcarsi la divisa. A scuotere la coscienza vacillante di Daniel Kaffee, una donna in uniforme interpretata da Demi Moore, che desidera giustizia per una coppia di militari probabilmente rei di aver eseguito un semplice ordine. Per finire con un avversario molto tenace; un veterano, graduato, pieno di sé e con le sembianze di Jack Nicholson, capace di cancellare in poche battute le oltre due ore di recitazione di tutto il resto del cast, grazie e un monologo finale memorabile e teso a difendere lo spirito patriottico a stelle e strisce. Il resto del cast, nel quale spiccano Kiefer Sutherland e Kevin Bacon, riesce a immergersi completamente in una storia fatta di ordini da compiere e di morale, e basata su un lavoro teatrale diretto e scritto dallo sceneggiatore Aaron Sorkin qui presente anche in un piccolo cameo.

Dialoghi efficaci e ritmo serrato completano un ennesimo successo che si aggiunse all’ottima carriera di Reiner, ma che al di là di ottimi incassi e critica non gli permise di raccogliere premi particolari. Un film che però a distanza di oltre tre decadi riesce ancora a rapire l’attenzione del pubblico fino a un epilogo inatteso.
Codice d’onore (a Few good men) USA – 1992 Regia di: Rob Reiner Genere: drammatico Durata: 140′ Cast: Tom Cruise, Demi Moore, Jack Nicholson, Kevin Bacon, Kiefer Sutherland, Kevin Pollak, James Marshall, J.T. Walsh, Noah Wyle, Cuba Gooding Jr. Matt Craven, Wolfgang Bodison Fotografia: Rob Richardson Montaggio: Robert Leighton, Steven Nevius Musiche: Marc Shaiman Soggetto: Aaron Sorkin Sceneggiatura: Aaron Sorkin Produttore: Columbia Pictures, Castle Rock Entertainment Distribuzione: Columbia Tri Star.
Codice d’onore, di Rob Reiner
Valutazione finale: 7 / 10


