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Un criminologo s’interessa alla vicenda umana di Elisa Zanetti, una quarantenne reclusa da dieci anni per aver assassinato, e successivamente bruciato, il cadavere della sorella. Un omicidio apparentemente senza movente, che Elisa ha completamente cancellato dalla propria memoria.
Dopo Ariaferma (id.; 2021) Leonardo Di Costanzo presenta all’ultimo Festival del cinema di Venezia una nuova vicenda che si snoda nuovamente fra le pieghe di un istituto penitenziario, senza che siano le celle il luogo di narrazione e la locations principale della sinossi, ma questa volta il lavoro del regista Ischitano ha ancor di più uno sfondo e un retroterra psicologico, perché suffragato dalla libera rilettura del saggio Io volevo ucciderla– Per una criminologia dell’Incontro (id.; 2022) dei criminologi Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali.
Barbara Ronchi porta sullo schermo le amnesie di una donna che non ricorda nulla dell’omicidio della sorella e del tentato omicidio della madre. E solo grazie all’aiuto di un criminologo, incuriosito dalla sua storia, dal desiderio di esplorarne la vicenda, viene intervistata con lo scopo di usare le sue memorie come sfondo per un saggio.
Rispetto alla precedente pellicola questa si discosta per la narrazione del carcere. Non più una prigione in dismissione, prossima alla chiusura e con una concezione del carcerato che vada punito e sorvegliato. Ma un carcere all’avanguardia, al centro di boschi dove i prigionieri si muovono quasi in completa libertà e nel quale è la vicenda della protagonista che risulta centrale. Una protagonista che in un flusso di coscienza e confessioni, sia con il criminologo, impersonato dall’attore francese Roschdy Zem, sia con il padre, incontrato regolarmente ma con grande fatica a causa di quel che è successo. Cercherà di fare pace con la propria coscienza, tentando di ricordare sia quel che ha fatto, sia le ragioni del suo crimine e cercando finalmente di capire.
Esattamente come nel caso del precedente film, la trama non si sofferma su discussioni morali, cercando colpevoli, vinti o vincitori, ma si limita a narrare una vicenda, in tal caso consentendo a chi vede di costruirsi un’idea.
Prova maiuscola sia per la Ronchi, ma anche per Diego Ribon, nel ruolo del padre di Elisa e recentemente visto sul piccolo schermo in Monterossi – La serie(id.; 2022-2023). Piacerà e molto a chi ama le vicende psicologiche, l’analisi della banalità del male, tutti declinati come al centro di una lunga confessione liberatoria.
Elisa (id.) Italia – Svizzera, 2025 Regia di: Leonardo Di Costanzo Genere: Drammatico Durata: 105′ Cast: Barbara Ronchi, Roschdy Zem, Diego Ribon, Valeria Golino, Giorgio Montanini, Hippolyte Girardot, Monica Codena, Roberta De Soller, Marco Brinzi, Nadia Kibout Fotografia: Luca Bigazzi Montaggio: Carlotta Cristiani Musiche: Giorgio Mattia Oliviero Soggetto: Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero, Valia Santella Sceneggiatura: Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero, Valia Santella Produttore: Tempesta, Rai Cinema, Amka Films Productions, RSI Distribuzione: 01 Distribution.