Fuori la verità, di Davide Minnella

a cura di Ciro Andreotti

Una famiglia molto facoltosa, proprietaria di una società di ricevimenti: I Moretti, composta da due genitori: Edoardo e Carolina, e dai loro tre figli: Flavio, Prisca e Micol, decide di partecipare a un quiz televisivo con un montepremi di un milione di euro. Per arrivare alla vittoria, il solo obbligo da osservare, è dire sempre la verità per ogni domanda che verrà loro posta.

Una famiglia come tante, che incrocia il proprio cammino con un gioco a quiz di nuovo tipo. la cui domanda è semplice e altrettanto complessa: Cosa si è disposti ad accettare per ragioni economiche? Probabilmente quasi tutto. Un gioco che va di pari passo con il mondo della televisione verità e che più del dolore, diventa lei stessa la fonte del dolore. Il regista quarantasettenne Davide Minnella aggiunge un nuovo film a una carriera fatta prevalentemente di direzione di cortometraggi e aiuti alla regia e lo fa cavalcando un’onda lunga che in passato ha dato la voce a film molto più graffianti di questo. Tutti declinati sul potere del mezzo televisivo o cinematografico. Non per ultimo il Joker (id.; 2019) diretto da Todd Phillips nel quale Joaquin Phoenix partecipava come ospite a un programma verità diretto da un anchorman interpretato da Robert De Niro.

Come si conviene tutto quello che accadrà ai Moretti, e attorno al quale ruota il canovaccio di tutta la pellicola, è sia la scoperta di verità nascoste taciute per quieto vivere, o perché troppo scandalose per essere rese note. Verità e non detti, che innalzano il terreno di scontro con domande sempre più ficcanti e precise. Sia il mondo del media televisivo che non si ferma davanti a nulla per un punto in più di share. In tal senso Claudia Pandolfi, nel ruolo di Marina Roch, presentatrice che desidera usare il quiz per risollevare una carriera in difficoltà. Una donna priva di scrupoli, dotata di una patina di finto buonismo che fa sempre la sua figura sul mezzo televisivo. Lorenzo Richlemy, in quello del regista che si muove dietro le quinte, dirigendo parole e pensieri di Marina. E infine Sara Drago, nel ruolo di assistente alla regia più inesperta e meno spietata, di recente vista nella serie TV; Call My Agent – Italia (id.; 2023 – in produzione) sono tutti e tre perfetti per impersonare il mostro mediatico nel quale si sono infilati i Moretti, tutti e cinque ingenuamente convinti che dire la verità sia quanto di più semplice possa farsi.

Tutto il cast segue il copione senza particolari sbavature, con una centralità molto importante sia per Claudio Amendola, sia per Claudia Gerini, nel ruolo delle figure genitoriali. Ma a fine film si ha l’impressione della più classica delle occasioni sprecate, con un nulla di fatto, o di nuovo, da aggiungere a una già florida filmografia sulla critica al mezzo televisivo. Un film che purtroppo avrebbe potuto essere sviluppato differentemente. Un’occasione creata seguendo ottime premesse, ma con un continuum narrativo incapace anche solamente di offrire un colpo di scena definitivo o uno spunto sul quale riflettere.

Fuori la verità (Id.) Italia – 2025. Regia di: Davide Minnella Genere: drammatico Durata: 110′. Cast: Claudio Amendola, Leo Gassmann, Claudia Gerini, Claudia Pandolfi, Eleonora Gaggero, Alice Lupparelli, Lorenzo Richelmy, Massimo Wertmüller, Sara Drago Fotografia: Marco Bassano Musiche: Michele Braga Soggetto: Elena Giogli, Davide Minnella, Gaia Musacchio, Michele Furfari Sceneggiatura: Elena Giogli, Davide Minnella, Gaia Musacchio, Michele Furfari Montaggio: Sarah McTeigue Produzione: PiperFilm, Italian International Film, Netflix. Distribuzione: PiperFilm.

Fuori la verità, di Davide Minnella

Valutazione finale: 5 ½ / 10