Napoli, fine anni’ 70. Il sedicenne Pietro vive ai margini della città, muovendosi con un gruppo di amici provenienti come lui dalle medesime condizioni fatte d’indigenza e desiderio di riscatto. Tutto scorre normalmente fino a quando Pietro entra nei favori di Angelo ‘a Sirena, giovane boss del clan Villa, per il quale gestisce una bisca e un negozio di abbigliamento, avvicinandosi grazie a lui al mondo della criminalità organizzata.

Una serie, quella pensata per SKY Atlantic da Marco D’Amore, il Ciro Di Marzio di Gomorra – La serie (id.; 2014-2021), che ci narra del “prima” e di cosa ci fosse agli albori del clan Savastano, grazie a una sceneggiatura a sei mani scritta con Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, già coinvolti nella creazione della serie capostipite che ha tenuto incollati gli spettatori al video per ben cinque stagioni, oltre cinquanta episodi e un midquel: L’Immortale (id.; 2019) nel quale si narrava cosa accadesse proprio al personaggio interpretato da D’Amore fra la conclusione della terza e l’inizio della quarta stagione.
Dimenticatevi però l’accoppiata D’Amore – Salvatore Esposito, ovvero Genny Savastano, perché entrambi arriveranno solamente molti anni dopo, nel corso del continuum che porterà agli eventi narrati nel periodo 2014 – 2021. Pensate invece ad assistere alla nascita della famiglia criminale che dominerà Scampia, e le sue Vele. La famiglia e il clan di Pietro Savastano, qui interpretato dal diciassettenne Luca Lubrano, che si muove fra le rovine, è il caso di dirlo, di Secondigliano. Creando quelle conoscenze fraterne e quelle alleanze che gli permetteranno di spacciare e dominare, quasi senza rivali, sulla periferia di Napoli.
Quello che si respira nel corso di tutti e sei gli episodi, ma già si parla di almeno una seconda stagione, a causa delle numerose linee narrative ancora inesplorate, è una sorta di malinconia di fondo. Malinconia per un’epoca distante nel tempo e per un mondo visto con gli occhi di un’infanzia altrettanto distante da quella che incontriamo abitualmente. L’infanzia di chi lotta per sopravvivere e di chi, con qualche anno sulle spalle in più, desidera affermarsi. Chiaro il riferimento ad Angelo ‘a Sirena, interpretato dal ventisettenne, ma già esperto, Francesco Pellegrino, che rappresenta un giovane emergente del clan Villa. Braccio armato di un boss che vede ancora il contrabbando di sigarette e le bische, come business remunerativi, e lo spaccio come qualche cosa d’inevitabile, ma ancora moralmente condannabile.

Per chi ha amato la serie originale, questo ritorno alle medesime atmosfere può rappresentare sia qualche cosa di già respirato, ma anche di nuovo, perché più ancorato a una precisa epoca; gli anni ’70 qui ricostruiti alla perfezione. Per chi invece desiderasse avvicinarsi al mondo di Gomorra, può invece essere questo lo sprone giusto per iniziare esattamente da qui.
Gomorra – Le origini (id.) Italia. 2026 Regia di: Marco D’Amore, Francesco Ghiaccio Ideatore: Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli Soggetto: Roberto Saviano Sceneggiatura: Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Marco D’Amore Genere: drammatico, thriller Durata: 6 episodi da 50’-55’ circa l’uno Cast: Luca Lubrano, Francesco Pellegrino, Flavio Furno, Antonio Buono, Tullia Venezia, Ciro Burzo, Luigi Cardone, Mattia Francesco Cozzolino, Antonio Incalza Uscita: 9 Gennaio 2026 Produzione: Beta Film, Cattleya, Sky Studios Distribuzione: Sky Atlantic.


