I Peccatori, di Ryan Coogler

a cura di Ciro Andreotti

Clarksdale, 1932, Smoke e Stack Moore sono una coppia di gemelli che tornano nel Mississippi dopo anni vissuti a Chicago al soldo della malavita. I due sono intenzionati a impiegare il denaro guadagnato per aprire un locale dove ascoltare Blues. Ma i loro propositi sono messi in pericolo dalla presenza di una maledizione che grava sulla città. Una maledizione che con sé porta un manipolo di vampiri.

Il trentanovenne regista e sceneggiatore Ryan Coogler chiama al suo fianco per la quinta volta, ovvero il totale delle sue pellicole, il suo attore feticcio Michael B. Jordan, obbligandolo a sdoppiarsi in una coppia di gemelli immersi nel sud degli States degli anni della depressione. Dando vita a un blockbuster che fa il verso a Dal Tramonto all’Alba (From Dusk till Dawn; 1996) scritto da Quentin Tarantino e diretto da Robert Rodriguez, riproponendo parte della medesima visione del film del 1996, ma questa volta decisamente in grande stile. Perché anche in tal caso capace di mixare diversi generi; dal film d’ambientazione politica, sociale, con abitanti di colore che sulle rive del fiume Mississippi devono schivare orde di adepti del Klan debitamente incappucciati. Fino ad arrivare a una deriva grandguignolesca fatta di maledizioni, inseguimenti e vampiri.

Ma se nel caso del film di Rodriguez ci riferiamo a un B – Movie divenuto cult per passaparola. In tal caso stiamo parlando di una pellicola salita alla ribalta della cronaca perché divenuta la più seria, e inattesa, candidata alla corsa agli Oscar 2026, a fronte di ben 16 candidature.

L’America depressa dei primi anni ’30 dello scorso secolo è esaltata dalla capacità di tutto il cast di muoversi fra traffici e armoniche a bocca. Tra campi di cotone, coltivati ancora a mano, e la cultura hoodo – ovvero le pratiche magiche che hanno avuto origine dal mondo degli schiavi – e la voglia di lasciarsi alle spalle i problemi del giorno al suono di un Blues del delta. Poi, quasi senza un motivo, la pellicola si trasforma in altro. La catarsi si verifica nel corso di una serata trascorsa nel Juke Joint – locale del sud degli States a gestione abitualmente di persone afro – di proprietà dei fratelli Moore, e che vede un’invasione di vampiri che la trasformano in un batter d’occhi in un film horror.

E quindi quando il film sembrava diventare un’opera di denuncia, che il cambio di direzione coglie gli spettatori impreparati. In uno spostamento di genere che l’imprigiona in un limbo di nonsense che ne sminuisce tutto il lavoro costruito a priori; fra cui le ricostruzioni d’ambiente e la capacità del cast di dare vita a un mondo, quello della grande depressione USA, decisamente ben ricreato.

Vedremo se a metà marzo Coogler riuscirà a vincere una o più statuette Oscar, ciò nonostante la scelta di creare una crasi fra due generi fra loro così distanti non ci sembra assolutamente ben riuscita.

I Peccatori (Sinners) USA, 2025 Regia di: Ryan Coogler Genere: drammatico, horror Durata: 140′ Cast: Michael B. Jordan, Delroy Lindo, Hailee Steinfeld, Jack O’Connell, Jayme Lawson, Lola Kirke, Saul Williams, Buddy Guy Fotografia: Autumn Durald Montaggio: Michael P. Shawver Musiche: Ludwig Göransson Soggetto: Ryan Coogler Sceneggiatura: Ryan Coogler Produttore: Warner Bros., Proximity Media, Domain Entertainment Distribuzione: Warner Bros Italia.

I Peccatori, di Ryan Coogler

Valutazione finale: 5 ½ / 10