a cura di Ciro Andreotti
Estate del 1989: Felice, un tennista di tredici anni. E Raul, un ex – giocatore diventato maestro, iniziano a girare per i tornei della penisola alla ricerca di un successo sportivo sia per l’uno, che per l’altro. I genitori di Felice hanno infatti affidato a Raul, il compito di trasformare il figlio in un campione e lanciarlo nel tennis che conta. Ma i viaggi, i tempi di attesa trascorsi in albergo, gli incontri che i due affronteranno lungo la strada, li porteranno a unirsi in una maniera del tutto imprevedibile.

Raul: “Ma chi è il tuo tennista preferito?”
Felice: “Ivan Lendl”
Raul: “Troppo robotico. Mai una sbavatura. Meglio Guillermo Vilas, uno che aggrediva il campo e si godeva la vita. Anche se il giorno dopo aveva una finale dello Slam, lo trovavi a ballare la sera prima”
Dopo L’ultima notte d’amore (id.; 2023) il regista, e attore, Andrea Di Stefano domanda una nuova prova da protagonista a Pierfrancesco Favino trasformandolo nuovamente in un personaggio problematico, ma senza quell’aurea da irreprensibile uomo di famiglia e graduato che impersonava nel precedente film, rispetto al quale questo si discosta anche per un’ambientazione decisamente meno crepuscolare e semmai ondivaga, esattamente come lo stato d’animo dei protagonisti. Favino ci offre un nuovo personaggio in perenne bilico fra dramma e commedia. Un ex atleta dal talento cristallino, sprecato a causa di una vita di eccessi, errori, rimorsi e che desidera provare a rimettersi in gioco grazie a una nuova attività nella quale, lui per primo, non crede probabilmente più di troppo: Quello di maestro di tennis per un tredicenne sul quale la famiglia Milella, e in particolare il padre: Pietro, impersonato dall’eccellente Giovanni Ludeno, ha puntato tutto. Impartendogli insegnamenti fatti di disciplina ferrea e allenamenti sfiancanti. Oltre a un credo dal quale non vuole che abdichi assolutamente mai:
“Il miglior attacco è la difesa”.
– L’arte della Guerra (Sun Tzu)
L’incontro con Raul porterà il tredicenne Felice, il promettente Tiziano Menichelli, già visto in Denti da squalo (id.; 2023), a rivalutare gli insegnamenti paterni. Facendo la conoscenza di un modo differente d’interpretare sia il tennis, ma anche e soprattutto la vita. Conoscendo il suo accompagnatore e maestro nel corso di un road movie che lo porterà da sud a nord alla ricerca di una successo che però stenterà ad arrivare, ma invece scoprendo di Raul gli aspetti più nascosti e inattesi.

Film di formazione impreziosito dalla ricostruzione degli anni ‘80 declinati attraverso gli oggetti che ci accompagnavano, come le tute in spugna o triacetato, le racchette di legno e le televisioni con tubo catodico. Un film che risulta perfetto non solo per gli amanti del tennis, ma che dal tennis parte per raccontare molto altro, in una maniera che non stanca e che sa appassionare lo spettatore che può indifferentemente immedesimarsi in uno dei tre protagonisti; Pietro, Raul o il giovane Felice.
Il Maestro (id.) Italia – 2025 Regia di: Andrea Di Stefano Genere: drammatico Durata: 125′ Cast: Pierfrancesco Favino, Tiziano Menichelli, Giovanni Ludeno, Astrid Meloni, Dora Romano, Paolo Briguglia, Valentina Bellè, Edwige Fenech, Roberto Zibetti Fotografia: Matteo Cocco Montaggio: Giogiò Franchini Musiche: Bartosz Szpak Soggetto: Andrea Di Stefano Sceneggiatura: Andrea Di Stefano, Ludovica Rampoldi Produttore: Indiana Production, Indigo Film, Vision Distribution Distribuzione: Vision Distribution.
Il Maestro, di Andrea Di Stefano
Valutazione finale: 6 ½ / 10


