a cura di Ciro Andreotti
Arturo Giammerresi, primogenito di una coppia di Palermo, nasce e cresce nel clima della Sicilia degli anni ’70 e ’80, piena di eventi legati alla Mafia. Arturo ha due passioni: è da sempre affascinato dalla figura di Giulio Andreotti ed è da sempre segretamente innamorato di Flora, una sua compagna di classe alla quale non è mai riuscito a dichiararsi.

« Ma la mafia può uccidere anche noi? »
« Arturo, tranquillo, ora siamo d’inverno… La mafia uccide solo d’estate.»
– Lorenzo Giammarresi al figlio Arturo
Pif racconta con leggerezza, surrealismo e una splendida voce fuori campo, la storia di un ragazzo della x – generation, nato e cresciuto in una terra splendida e disperata, ma che vista attraverso gli occhi di un bambino inizialmente di poco più di dieci anni, strappa sorrisi e sa far riflettere, perché l’ingenuità con la quale il giovane Arturo si trova a coesistere con le scomparse di Boris Giuliano, Pio La Torre e il Generale Dalla Chiesa, lo sfiorarsi con mafiosi da operetta, come Riina e Bagarella, ma capaci di colpire inesorabili e senza pietà, fra le giustificazioni da parte delle persone comuni sull’esistenza della Mafia, derubricata a semplice invenzione mediatica, fanno riflettere e rendono lo sguardo di quegli anni ancora più agrodolce. Fino all’arrivo dell’età adulta. Con il desiderio mai nascosto del protagonista di far parte del mondo della stampa, e al tempo stesso di riuscire a conquistare la ragazza della quale è da sempre innamorato.
Ed è il clima che si respira al fianco di Arturo creato dai vari personaggi portati in scena da caratteristi perfettamente amalgamati fra loro, che rende la pellicola un esordio positivo e ben bilanciato. Menzione speciale oltre che per il protagonista e regista anche per Cristiana Capotondi nel ruolo di Flora (da adulta) e un Claudio Gioè che riesce a trasmettere al giovane Arturo la passione per il mondo del giornalismo.

Mancava alla fine quindi solo lo sbarco sul grande schermo per legittimare “Il testimone” ed ex “Iena”, Pif capace di colpire felicemente nel segno con questo suo esordio intriso di significati civili ben precisi, baciato dal successo al botteghino, dalla vittoria del David di Donatello e di quella del Nastro d’Argento in entrambi i casi meritatamente come miglior regista esordiente.
Una pellicola quindi piacevole e alla fin fine intrisa di buoni sentimenti. Da recuperare magari unita alla serie omonima uscita a distanza di tre anni, capace di riproporre i medesimi temi, ma declinati in maniera differente.
La Mafia uccide solo d’estate (id.) Italia – 2013. Regia di: Pif Genere: Drammatico, commedia Durata: 90′. Cast: Pif, Cristiana Capotondi, Claudio Gioè, Ninni Bruschetta, Maurizio Marchetti, Barbara Tabita, Domenico Centamore Fotografia: Roberto Forza Soggetto: Pif, Michele Astori, Marco Martani Sceneggiatura: Pif, Michele Astori, Marco Martani Montaggio: Cristiano Travaglioli Musiche: Santi Pulvirenti Produzione: Wildside, Rai Cinema con il contributo del MiBACT in collaborazione con MTV e Technicolor SA Distribuzione: 01 Distribution
La Mafia uccide Solo d’estate, di Pierfrancesco Diliberto
Valutazione finale: 7 /10


