
L’autrice britannica Alice Feeney offre al regista e sceneggiatore William Oldroyd la possibilità di trasformare il suo best seller His & Hers, edito in Italia dalla casa editrice Nord, in una mini serie di sei episodi dotati di efficacia narrativa e questo nonostante un canovaccio solo all’apparenza banale: Una comunità di poche migliaia di abitanti è scossa dalla morte di una giovane donna. Sul posto accorrono TV locali e forze dell’ordine. Nelle prime lavora come giornalista Anna Andrews, cresciuta in paese e tornata dopo un lutto personale. Nelle seconde il detective della omicidi Jack Harper. All’apparenza il caso di omicidio richiede attenzione e metodo per svelare il colpevole, ma le indagini della polizia, e in particolare quelle di Jack che conosceva la vittima, andranno inevitabilmente a scavare nel passato sia della vittima sia di una comunità che solamente all’apparenza non ha nulla da nascondere. Questa la trama che unita a pathos, colpi di scena e favorita dalla capacità di tutto il cast, in particolare Anna e Jack, interpretati da Tessa Thompson, già vista nella trilogia di Creed e Jon Bernthal, il Punisher dell’MCU, di accodarsi a una sceneggiatura che si dipana partendo da un omicidio per il quale gli indizi si concentrano inizialmente proprio sui due ex coniugi e su un rapporto che, per quanto sfaldatosi, non ha mai messo in dubbio la fiducia che l’una riponeva nell’altro, e anche sul rapporto costruito dai due con la comunità locale, che affonda le sue radici con l’adolescenza di Anna e l’amicizia che l’univa a Rachel, la vittima, e alle sue compagne di liceo, che una volta diventate adulte si sveleranno poco per volta per quello che in realtà sono.
La mini serie diretta dallo stesso Oldroyd e da Anja Marquardt, entrambi al debutto sulle piccolo schermo e in passato maggiormente dediti a teatro e corti, richiama le stesse atmosfere di altri lavori visti anche negli anni recenti alle nostre latitudini, su tutti La giusta distanza (id.; 2007) di Carlo Mazzacurati e La ragazza nella nebbia (id.; 2017) scritto e diretto da Donato Carrisi e basato sul suo romanzo omonimo. Entrambi thriller ambientati in piccole comunità nelle quali il vero mostro, il colpevole, non solo si annida fra finte amicizie di comodo o aspettative disattese, ma pervade l’omertà di tutto il paese.



