Le regole dell’attrazione, di Roger Avary

a cura di Ciro Andreotti

Al Camden College la vita di alcuni studenti della borghesia americana si muove fra party, relazioni sociali, poche lezioni, legami affettivi transitori, spaccio, e uso, di sostanze stupefacenti.

“Rock and Roll !!”

– Sean Bateman

Lo sceneggiatore e regista Roger Avary, sodale storico di Quentin Tarantino, con il quale firmò Pulp Fiction (id.; 1995), Oscar come migliore sceneggiatura del 1995; porta al cinema il secondo romanzo di Bret Easton Ellis. Autore noto al grande pubblico per aver dato vita al romanzo American Psycho, nel 2000 portato al cinema da Mary Harron e capace di offrire a Christian Bale l’occasione per tramutarsi nel sociopatico Patrick Bateman, scolpito nell’immaginario collettivo ben prima delle mutazioni fisiche alle quali ci ha abituato l’attore Gallese.

La pellicola di Avary si pone a un passo di distanza proprio da quella della Harron: Sean Bateman impersonato dal compianto James Van Der Beek, non è un semplice omonimo di Patrick ma suo fratello minore; uno spacciatore, misogino e incline all’alcolismo, a conferma di come Ellis abbia creato una serie di romanzi capaci di coesistere nel medesimo universo narrativo. Già nel 1987 il suo primo romanzo Meno di Zero era passato in sala con il titolo di Al di là di tutti i Limiti (Less Than Zero; 1987) e la partecipazione di Robert Downey Jr., James Spader e Andrew McCarthy, pellicola nella quale la denuncia verso la società Americana scorreva già molto veloce e altrettanto fluida.

Un universo che in sala continua purtroppo a funzionare a singhiozzo divenendo un’apparente accozzaglia di vicende che si svolgono all’interno di un college per ricchi borghesi e membri della middle-class americana, esattamente come imponeva la traccia e lo stile del romanzo al quale s’ispira. Una sorta di pot – pourri che potrebbe rappresentare una qualunque saga giovanilistica dei primi anni 2000 – Van Der Beek in tal senso può essere facilmente scambiato per il fil rouge che unisce la pellicola a Dawson’s Creek (id.; 1998 – 2003), ma che rispetto a quest’ultima si discosta per le voci fuori campo e i temi trattati; ovvero l’approccio nichilista alla vita del campus, ai legami superficiali che intessono i protagonisti. Creando uno spaccato preciso e una denuncia che però in sala funziona solo parzialmente, per via di una difficoltà di posizionare cronologicamente le vicende e nonostante la capacità di Avary di utilizzare il mezzo tecnico: con cambi repentini di inquadrature, l’uso di split – screen, lo svolgersi e il riavvolgersi delle riprese e nonostante l’indubbia capacità dell’allora giovane cast d’immedesimarsi nei rispettivi ruoli, tutti volutamente stereotipati, sia di primissimo livello.

Prossimamente Patrick Bateman tornerà in sala in un remake di American Psycho firmato da Luca Guadagnino. Vedremo se il regista siciliano riuscirà finalmente in quello che fino a oggi non è stato possibile fare con uno dei numerosi romanzi firmati da Ellis. Ovvero non solo fedeltà narrativa, che si trova anche in quest’opera, ma anche una versione maggiormente accattivante e scorrevole, per gli amanti della settima arte.

Le regole dell’attrazione (The Rules of Attraction). USA, Germania – 2002 Regia di: Roger Avary Genere: Drammatico Durata: 110′ Cast: James Van Der Beek, Shannyn Sossamon, Ian Somerhalder, Kip Pardue, Jessica Biel, Clifton Collins Jr., Thomas Ian Nicholas, Kate Bosworth, Faye Dunaway, Eric Stoltz Fotografia: Robert Brinkmann Montaggio: Sharon Rutter Musiche: Tomandandy Soggetto: Bret Easton Ellis Sceneggiatura: Roger Avary Produttore: Kingsgate Films, Roger Avary Filmproduktion Distribuzione: Eagle Pictures.

Le regole dell’attrazione, di Roger Avary

Valutazione finale: 6 / 10