L’ultima missione: Project Hail Mary, di Phil Lord e Chris Miller

a cura di Ciro Andreotti

Ryland Grace, docente di scienze di scuola media, si risveglia all’interno di una capsula posta in un’astronave in orbita nello spazio. Ryland non ricorda per quale motivo si trovi nell’astronave, ma progressivamente i ricordi affiorano e con loro la ragione della sua presenza in un luogo che non ha, in apparenza, nulla a che vedere con la sua esistenza.

Lei crede in Dio?”

Beh, è meglio dell’alternativa”

Phil Lord e Chris Miller, coppia inseparabile di registi per film d’animazione – è infatti loro fra le altre cose il merito dell’Oscar per la versione animata dell’arrampicamuri: Spider-Man – Un nuovo universo (id.; 2019) – Danno voce, e opportunità recitativa, a un Ryan Gosling che da solo fa sia il co-produttore, di un film di fantascienza decisamente sui generis; sia il protagonista quasi in solitaria, esattamente come il personaggio che interpreta, di un film che affonda le proprie radici nell’ultimo romanzo omonimo dell’autore Andy Weir, che da appassionato di Isaac Asimov e Arthur C. Clark ha saputo dar vita a una storia improntata sull’esistenza di altri mondi al di fuori del nostro. Una coesistenza che costringe, anche il restio Ryland Grace a rivedere le proprie priorità e vedute. Per salvare il nostro pianeta, che potrebbe scomparire nel breve volgere di qualche decennio, risucchiato da un sole ormai malato, il professor Grace non dovrà solamente dare fondo alle sue conoscenze scientifiche, ma anche alle sue esigue capacità di cooperazione con un entità aliena, con la quale s’imbatterà una volta risvegliatosi da un letargo indotto, per ragioni tecniche, e che ne ha cancellato la memoria.

Grazie ai ricordi molto frammentari, ma progressivamente sempre più chiari e lucidi, di Grace, ne ripercorreremo la storia recente. Ovvero quella di uno scienziato che si è ritrovato ostracizzato dalla comunità scientifica, dovendo ripiegare sull’insegnamento in una scuola media, fino all’obbligo di salire a bordo della Project Hail Mary, nome traducibile come: “Progetto Ave Maria”, quale ultima possibilità per salvare la vita a milioni di persone ignare di quello che sta per accadergli.

Gosling, che ha desiderato per sé il ruolo del protagonista, caldeggiando un progetto al quale si è sentito immediatamente legato, allieta il pubblico con qualche battuta ed espressione sorniona. Perdendosi in elucubrazioni con il suo alter ego extraterrestre, uno scienziato esattamente come lui e al quale assegna il nome di Rocky, avendo le sembianze di una roccia e con il quale stringerà un’amicizia basata sull’aiuto reciproco, al quale i due saranno obbligati per poter salvare i rispettivi mondi.

Un film che per una volta ci trascina nel mondo della fantascienza senza dar fondo a scontri fra alieni e terrestri, ma facendo maggior affidamento sul senso ultimo di chi siamo, dove desideriamo andare, e al fianco di chi. Un film che fra l’altro, nel breve volgere del primo fine settimana di distribuzione, si è già trasformato in un meritato sbanca botteghini.

L’ultima missione: Project Hail Mary (Project Hail Mary). USA, 2026 Regia di: Phil Lord, Chris Miller Genere: Fantascienza, Drammatico Durata: 156′ Cast: Ryan Gosling, Sandra Hüller, Milana Vayntrub, Ken Leung Fotografia: Drew Goddard Montaggio: Nicholas Monsour Musiche: Daniel Pemberton Soggetto: Andy Weir Sceneggiatura: Drew Goddard Produttore: Amazon MGM Studios, General Admission, Lord Miller, Metro-Goldwyn-Mayer, Pascal Pictures, Waypoint Entertainment Distribuzione: Sony Pictures.

L’ultima missione: Project Hail Mary, di Phil Lord e Chris Miller

Valutazione finale: 6 ½ / 10