L’uomo dei Sogni, di Phil A. Robinson

a cura di Ciro Andreotti

Iowa, Midwest degli Stati Uniti, o per meglio dire: ‘il granaio degli Stati Uniti’; Ray Kinsella è un agricoltore, sposato, padre di una bambina e con una passione smisurata per il baseball. Durante una passeggiata di fronte alla sua fattoria, sente una voce proveniente dal nulla che lo esorta a: “costruirlo così lui tornerà”. Dopo un iniziale serie di dubbi, Ray capisce che la voce vuole spingerlo a costruire un campo di baseball sacrificando parte del suo campo di grano vicino casa e quindi del suo prossimo raccolto. Le ragioni di questa richiesta sono un privilegio inaspettato del quale non tutti possono godere.

Inno poliedrico in bilico fra il fantasy, i rapporti che devono cercare di essere recuperati, e il ‘passatempo americano’ per eccellenza. Un passatempo che da Aprile a inizio Novembre, da oltre un secolo, occupa i mesi estivi a stelle e strisce. Un passatempo tanto apprezzato dal fumettista Charles Schulz e dai suoi Peanuts con Charlie Brown sul monte di lancio per cercare di eliminare un battitore che si può solo immaginare. Ma anche uno sport che per quanto sia stato esaltato dal mondo della letteratura, della musica e della settima arte, è al contrario stato snobbato da questo lato dell’oceano, perché prigioniero di tempi di gioco immemori e miriadi di regole.

Kevin Costner, che del mondo del diamante è sempre stato un grande appassionato, e che ha interpretato anche altri ruoli in film sul medesimo argomento: Bull Durham – un gioco a tre mani (Bull Durham; 1988) e Gioco d’amore (For Love of the Game;1999), impersona in maniera coinvolgente il ruolo di un padre e marito modello, ma dalla giovinezza travagliata e macchiata da un rapporto burrascoso e prematuramente interrotto con il padre. Un’ex promessa del diamante che era visceralmente appassionato dei White Sox di Chicago. La possibilità offerta a Ray è quella di poter espiare alle sue colpe e riabbracciare il padre, riuscendo al tempo stesso ad assistere alle evoluzioni dei vecchi Chicago White Sox pronti a scende in campo non appena questi avrà preso il posto dell’appezzamento di terreno di sua proprietà.

Basato sul romanzo: Shoeless Joe, che di quei Whitesox era il giocatore più rappresentativo, firmato dall’autore canadese W.P. Kinsella, da sempre affascinato dal mondo del diamante e dalle narrazioni fantasy, il film di Phil Alden Robinson, all’epoca non ancora quarantenne e alla sua seconda regia, è un inno allo scorrere della vita e al recupero dei rapporti interrotti in maniera burrascosa. Anderson aggiunse una narrazione lenta ma indispensabile per enfatizzare tutti i momenti di pensiero o di discussione dei protagonisti, da Costner a James Earl Jones, nel ruolo dell’alter ego del Kinsella autore, fino a Burt Reynolds qua alle prese con la sua ultima apparizione sul grande schermo.

Non serve però essere appassionati di ‘palla base’ per apprezzare una pellicola carica di pathos e buoni sentimenti, divenuta di culto oltre oceano, sia per coloro che amano il diamante di gioco, con una partita di Major League che ogni anno evoca il film, ma anche per chi apprezza i drammi psicologici, e che nel 1990 arrivò a un passo da ben tre statuette Oscar.

L’uomo dei Sogni (Fields of dreams) USA, 1989 Regia di: Phil Alden Robinson Genere: drammatico, fantasy Durata: 105′ Cast: Kevin Costner, Amy Madigan, Gaby Hoffmann, Ray Liotta, Tim Busfield, James E.Jones, Burt Lancaster, Frank Whaley, Dwier Brown, Kelly Coffield, James Andelin. Fotografia: John Lindley Montaggio: Jan Crafford Musiche: James Horner Soggetto: William Patrick Kinsella Sceneggiatura: Phil Alden Robinson Produttore: The Gordon Company Distribuzione: Penta Distribuzione.

L’uomo dei Sogni, di Phil A. Robinson

Valutazione finale: 6 ½ / 10