Motorvalley, serie TV

a cura di Ciro Andreotti

Elena, figlia di Bruno Dionisi, famoso costruttore di auto da corsa, dopo la morte del padre viene esclusa dalla scuderia di famiglia che viene gestita dal fratello Giulio. Per cercare comunque di affermarsi, Elena decide di fondare una nuova scuderia, mettendo sotto contratto Blu, una ragazza con un passato travagliato e affidandola alle cure di Arturo Benini, ex pilota con un passato segnato da un grave incidente.

Ancora ruote, motori e donne al volante, fanno vacillare il grande appassionato di corse, il regista Matteo Rovere, che torna a calcare le medesime atmosfere di dieci anni fa. Quell’Emilia Romagna, la motorvalley del titolo, che due lustri or sono, con Veloce come il Vento (id.; 2016), aveva permesso l’esordio e la ribalta, quasi per caso, di Matilda De Angelis, e che invece questa volta dona a Caterina Forza, già vista sul piccolo schermo fra i protagonisti della serie ambientata nell’Agro Pontino, Prisma (id.; 2022-2024), un ruolo decisamente sfaccettato e interpretato con grande maestria.

Nonostante una serie costruita grazie a effetti speciali, stuntman e azioni che sapranno dare soddisfazione agli appassionati di automobilismo, la serie riesce a tracciare una trama ben precisa riuscendo a presentare ogni protagonista con un profilo psicologico ben delineato. Da Elena, che desidera affermarsi in un settore che naturalmente esclude le donne dai “fatti di pista”. A Blu Venturi, ventenne con un passato recente trascorso in carcere, e con una forte passione per il mondo delle corse, tramandatole dal padre. Fino ad Arturo, impersonato da un ottimo Luca Argentero, che si muove con scheletri nell’armadio, che l’hanno portato ai margini del mondo delle corse. E che a tutti gli effetti raccoglie la medesima tipologia di ruolo, quella del mentore della giovane pilota, che dieci anni or sono aveva permesso a Stefano Accorsi di andare all’incasso sia del Nastro D’argento, sia del David, come miglior attore protagonista.

Eccellenti oltre ad Argentero anche le prove di Giulia Michelini e della già citata Caterina Forza, entrambe capaci di dare enfasi ai ruoli di manager, proprietaria e sorella ostracizzata dalla famiglia Dionisi. E la seconda in qualità di astro nascente, ma al tempo stesso ingestibile, da un punto di vista caratteriale, del mondo delle corse Gran Turismo. Fino a Giovanna Mezzogiorno nel ruolo di Arianna, madre di Blu, con la quale quest’ultima ha un rapporto decisamente molto controverso.

Le due opere (film e serie) presentano similitudini, al punto che c’è chi sta parlando di un ‘Veloce come il vento 2.0‘. Ma dove la pellicola del 2016 offre una vicenda dal respiro inevitabilmente più contratto, perché racchiusa in “appena” due ore. La serie riesce a creare pathos, thrilling e un legame tra i protagonisti che è decisamente molto più accattivante perché maggiormente dilatato nel tempo.

Immaginiamo, ma al momento non è ancora sicuro, saranno esplorate le linee narrative rimaste in sospeso nel corso di un’ulteriore seconda stagione. Tutto dipenderà però da come evoluiranno gli ascolti di questi primi sei episodi. Sarebbe però un vero peccato non proseguire una storia che sa accontentare sia gli appassionati di Gran Turismo, sia di storie drammatiche e thriller.

Motorvalley (id.) Italia. 2026 Regia di: Matteo Rovere, Pippo Mezzapesa, Lyda Patitucci Ideatore: Matteo Rovere, Francesca Manieri, Gianluca Bernardini Soggetto: Matteo Rovere, Francesca Manieri, Gianluca Bernardini Sceneggiatura: Matteo Rovere, Francesca Manieri, Gianluca Bernardini Genere: drammatico, azione, sportivo Durata: 6 episodi da 45’-50’ circa l’uno Cast: Luca Argentero, Giulia Michelini, Caterina Forza, Davide Donin, Giovanna Mezzogiorno, Ivano Chinali, Giancarlo Previati e Giuseppe Spata Rocìo Luz, Diego Ribon Uscita: 10 Febbraio 2026 Produzione: Groenlandia, Netflix Distribuzione: Netflix.

Motorvalley, serie TV

Valutazione finale: 6 ½ / 10