In Texas, a Maple Brooke, si trasferisce la famiglia O’Neil, composta da Sophie,Graham e dal figlio di sette anni Jack. Sophie fatica ad integrarsi nella nuova comunità, ma ad assisterla c’è Margo, moglie del capo di Graham: Jed. Jed è al tempo stesso candidato alla carica di governatore dello stato, con buone possibilità di essere eletto. Margo introduce immediatamente Sophie nel gruppo di amiche del quale fa parte. Inizialmente queste faticano ad accettare Sophie che progressivamente si uniforma alle loro abitudini, fino a quando….

Serie creata con tutti i prodromi del thriller e della denuncia sociale, sulla quale la produzione ha desiderato calcare particolarmente la mano ancor di più rispetto al romanzo originario. Ambientata nell’immaginaria comunità di Maple Brooke, piccolo paese del Texas orientale ove l’arrivo di una coppia di “estranei”, è il caso di dirlo, non è vista come una normale aggiunta di due ulteriori abitanti a una popolazione endogamica e decisamente classista. Ma come una vera e propria intromissione.
La produttrice e showrunner Rebecca Cutter mette mano al romanzo The Hunting Wives – alle nostre latitudini tradotto in Nido di Vipere e edito nella collana Timecrime del gruppo Fenucci – firmato dall’autrice Texana May Cobb, per narrarci le gesta di questo circolo di mogli cacciatrici, e predatrici. Dedite a trascorrere il loro copioso tempo libero fra una battuta di caccia (reale) e una a caccia di situazioni promiscue di ogni tipo; fatte di tradimenti con uomini, o donne, poco importa. Un gruppo guidate dalla manipolatrice Margo Banks; l’attrice di origini svedesi Malin Akerman, e nel quale la neo arrivata Sophie, impersonata dalla trentanovenne Brittany Anne Snow, non nuova a serie di successo, nel suo curriculum la partecipazione sia ad American Dreams (id.; 2002-2005), sia a Nip/Tuck (id.; 2003-2010), dovrà cercare di farsi accettare. Ogni componente del gruppo di mogli è caratterizzato con un preciso profilo psicologico che le identifica. Dalla fervente cristiana, alla manipolatrice. Dall’ingenua, alla doppiogiochista e con un retroterra di squallore a sovraintendere il tutto.
La serie riesce a mantenere incollati allo schermo gli spettatori, grazie a continui colpi di scena. A una trama a incastro che si rivela lentamente ma che vira quasi subito anche verso il thriller. Con progressive rivelazioni che fanno vacillare la coltre di finto moralismo nella quale è immersa Maple Brooke, e alla quale non può sottrarsi nemmeno Sophie. Una protagonista che passerà attraverso la completa ritrosia per l’uso delle armi. I discorsi razzisti nel corso di party fiume del partito repubblicano ai quali è invitata, ovvero quello per il quale si candida Jed, impersonato dall’esperto Dermot Mulroney, capace di portare sul piccolo schermo un uomo del sud tutto d’un pezzo, ovvero tutto casa, famiglia, armi e tradimenti. Portando anche Sophie a non riuscire a dimostrarsi così immacolata come si pensa.



