Non sono quello che sono, di Edoardo Leo

a cura di Ciro Andreotti

Roma primi anni 2000. Iago, spacciatore del litorale, vuole vendicarsi di Otello, il Boss che gli ha negato la promozione a suo Vice a beneficio di Michele, un altro spacciatore molto più giovane e inesperto di lui. A questo punto Iago organizza una vendetta che coinvolgerà sia Otello, sia la moglie di quest’ultimo: Desdemona

Tra le mani del regista e attore romano Edoardo Leo l’Otello di Shakespeare trasloca dalla Venezia della fine del XVI secolo, alla Roma contemporanea. Leo, al suo nono lungometraggio, desidera rendere più moderno uno dei classici della drammaturgia mondiale, ma non mutandone né le basi e nemmeno l’intreccio narrativo. Riservandosi il ruolo del vendicativo e traditore Iago, che a distanza di anni ripercorre, in un lungo Flashback – confessione, che cosa accadde fra lui e i suoi vecchi sodali.

Abbandonate le sceneggiature e i soggetti originali, che affondavano le proprie radici sia nelle commedie più brillanti, sia nelle vicende famigliari, seppur più drammatiche, il regista Romano, che agli esordi si era misurato, a teatro, con il drammaturgo di Stratford-upon-Avon, decide di trasformarne una delle opere più note, in una vicenda che può essere confusa con le recenti uscite, cinematografiche e mediatiche. Mischiandosi alle pellicole, e a trattamenti, creati da Stefano Sollima, Roberto Saviano e Giancarlo De Cataldo; il primo autore e produttore di punta della narrazione serializzata riguardante il mondo di mezzo e la criminalità anni ‘70 e ‘80, fra cui spiccano Suburra (id.; 2015), Romanzo Criminale – La serie (id.; 2008-2010) e Gomorra – La serie (id.; 2014 – 2021), e gli altri autori dei romanzi alle quali queste opere sono ispirate.

La vicenda segue in maniera didascalica il dramma. Leo e il resto del cast si sanno accodare al soggetto trasformandolo in una rilettura più moderna che alla fine non presenta né vincitori né vinti. In tal senso lo Iago impersonato dallo stesso Leo è esattamente quello che ci si attende da un viscido doppiogiochista che a distanza di anni si pente delle sue scelte.

Presentato in anteprima mondiale al Locarno Film Festival 2023 e in seguito uscito in sala, anche se non baciato da una distribuzione in grande stile, film che piacerà molto a chi ama gli intrecci thriller all’ombra, seppur distante, della capitale. Ma al tempo stesso pellicola che non sa aggiungere molto alle vicende narrate dal dramma Shakespeariano e che può essere facilmente confuso con un’ennesima trasposizione di un opera dedicata alla ‘Roma Criminale’.

Non sono quello che sono (id.). Italia, 2023 Regia di: Edoardo Leo Genere: Drammatico Durata: 115’ Cast: Edoardo Leo, Javad Moraqib, Ambrosia Caldarelli, Matteo Olivetti, Michael Schermi, Antonia Truppo Fotografia: Marco Bassano Montaggio: Consuelo Catucci Musiche: Gianluca Misiti Soggetto: William Shakespeare Sceneggiatura: Edoardo Leo Produttore: Groenlandia, IIF, Vision Distribution Distribuzione: Vision Distribution.

Valutazione finale: 6 / 10

Non sono quello che sono, di Edoardo Leo