
“Il segreto del mago è semplice: la gente guarda il dito che indica, non la cosa che viene indicata.”
Anonimo
L’uso della magia unita a un intreccio che parte dalle vite e dai numeri di quattro intrattenitori di piazza e arriva alla creazione di uno spettacolo itinerante dalla portata mondiale. Solo Christopher Nolan con il suo The Prestige (id.; 2006) aveva saputo portare, in tempi recenti e con un buon successo di pubblico e critica, il mondo della prestidigitazione al centro di una trama capace di virare progressivamente verso altro.
In questo caso l’heist movie diretto dal regista Parigino Louis Leterrier, già autore di BlockBuster come L’incredibile Hulk (The Incredible Hulk, 2008) riesce sia a riunire un cast di alto profilo – dirigendolo senza particolari sbavature e affidandosi ai protagonisti in maniera totale – creando al tempo stesso il primo tassello di una trilogia che consumerà il suo terzo episodio proprio in questi giorni. Il vero distinguo rispetto alla pellicola diretta dal regista di Inception (id.; 2010) è che in tal caso la magia passa in secondo piano rispetto a una trama che raccoglie il testimone passatogli da Daniel Ocean e soci, con la creazione di una squadra di ladri e truffatori, che invece di essere esperti di esplosivi e tecnologia è composta da quattro esperti di differenti arti magiche, alle quali si aggiunge un’appendice di misticismo che nella logica di una trama come quella offerta non guasta minimamente.
Come detto il cast riunisce alcuni fra gli attori non necessariamente di punta del mondo del cinema a stelle e strisce, ma tra i quali spiccano Morgan Freeman, Michael Caine e Mark Ruffalo, ma che riescono a muoversi fra un trucco e il seguente con fare estremamente disinvolto. Aggiungendo un tono da commedia scanzonata a un film che, una volta abbandonata la logica di una trama che può solamente affidarsi alle linee narrative, scorre veloce fino a un finale aperto e a sorpresa.



