Revolutionary Road, di Sam Mendes

a cura di Ciro Andreotti

Negli anni ’50, a Revolutionary Road, una strada tranquilla in una zona residenziale di New York, vivono April e Frank Wheeler, una coppia di giovani coniugi con due figli. Abbandonati i sogni di viaggiare e dedicarsi alla recitazione i due hanno da qualche anno iniziato a condurre una vita composta da una normale routine quotidiana: Lei casalinga e lui impiegato in una grande azienda di assicurazioni. D’improvviso presi dallo sconforto della routine inizieranno a cullare un loro vecchio sogno: quello di trasferirsi a Parigi.

Torna il regista di American Beauty (id.; 1999) e lo fa ancora una volta in grande stile e dopo due pellicole che l’avevano allontanato dall’esplorazione dell’animo umano. Affidandosi alla coppia di Titanic (id.; 1997) composta da Leonardo Di Caprio e dalla coniuge dell’epoca (Kate Winslet), capaci di unirisi a un gruppo di attori che anche negli anni seguenti avrebbero fatto carriera a Hollywood; su tutti Michael Shannon, recentemente visto in Norimberga (Nuremberg; 2025) di James Vanderbilt.

La pellicola tratta dal romanzo omonimo di Richard Yates prosegue nell’esplorazione del territorio più profondo e misterioso della vita delle persone comuni. Un’esplorazione declinata in un periodo storico distante nel tempo, ma non distante nei desideri di chi viene narrato. Perché se in American Beauty il tema portante toccava il dramma di un uomo ormai quarantenne e che dalla vita aveva ricevuto un lavoro ben retribuito, ma anche una famiglia che lo ignorava. Qua la sinossi ci offre un altro tipo di dramma solcato però dai medesimi problemi; L’abbandono dei sogni cullati quando si è ragazzi e il lento calarsi nella realtà quotidiana fatta di impegni e di una serie di consuetudini difficili da spezzarsi anche a fronte di decisioni improvvise, come quella dei coniugi Wheeler di vivere a Parigi. Per il resto entrambe le pellicole non mancano di un tratto in comune molto forte e distintivo: La narrazione dei piccoli drammi quotidiani nei quali possono rimanere impantanati i membri della piccola borghesia. Unica voce fuori dal coro, che non s’accontenta della sua normalità e che non vede nei due coniugi il ritratto di una coppia ben affiatata: John, interpretato proprio da Shannon, figlio di un’agente immobiliare, amica della coppia e impersonata dal premio Oscar Kathy Bates, e che è il solo a vedere in Frank e April due persone sin troppo simili a coloro che da loro sono aspramente disprezzate per eccesso di conformità e di banalità.

Una film quindi profondo, solcato sia da una splendida fotografia, firmata dal Premio Oscar Roger Deakins, alla quale si aggiunge un’ottima recitazione di tutto il cast, favorito da una trama asciutta e senza fronzoli particolari, perfetta per raccontare la vita e le idiosincrasie della middle-class di una nazione che al tempo della guerra fredda credeva di poter rimuovere tutti i propri problemi con il semplice uso di un ferro da stiro e di una lavastoviglie nuova fiammante.

Revolutionary Road (Id.) USA, UK – 2008. Regia di: Sam Mendes Genere: drammatico Durata: 119′. Cast: Leonardo Di Caprio, Kate Winslet, Kathy Bates, Kathryn Hahn, Michael Shannon, Zoe Kazan, Ryan Simpkins, Ty Simpkins, Kristen Connolly. Fotografia: Roger Deakins Musiche: Thomas Newman Soggetto: Richard Yates Sceneggiatura: Justin Haythe Montaggio: Tariq Anwar Produzione: BBC Films, Evamere Entertainment, Neal Street Productions. Distribuzione: Universal Pictures.

Revolutionary Road, di Sam Mendes

Valutazione finale: 7/10