Sean Combs: la resa dei conti, di Alex Stapleton

a cura di Ciro Andreotti

Sean Combs, meglio noto con il soprannome di Puff, o P. Diddy, dalla fine degli anni ’80 è entrato a far parte del dorato mondo della musica hip – hop, pop e rhythm and blues. Inizialmente come semplice fattorino, presso la casa discografica Uptown, fino a diventare scopritore, produttore e manager dei futuri astri nascenti del mondo musicale. Ma oltre a essere un eccellente manager, Sean da sempre cela un lato nascosto che lo ha portato a raccogliere numerose denunce per violenza, stupro e sfruttamento della prostituzione.

Alexandra Stapleton, showrunner, sceneggiatrice e regista di origine texana, con un passato a mietere riconoscimenti nel mondo televisivo, l’ultimo dei quali SoCal Connected (id.; 2008 – in produzione) serie d’inchiesta per la quale nel 2017 ha vinto un Emmy, mette mano a un tema di stretta attualità e di vicende che stanno scuotendo il mondo del gossip e dello spettacolo USA. Quattro episodi per tentare di analizzare l’ascesa, e la rovinosa caduta, di uno dei Deus ex Machina del mondo musicale mainstream d’oltre oceano. Figlio di una ragazza madre di Harlem, dotato di una spiccata propensione per, parole dei tanti amici, ex amici d’infanzia, conoscenti, ex colleghi e collaboratori, di sapersi imporre a causa di un ego debordante e di un grande fiuto per gli affari. Dotato di una memoria prodigiosa capace di fargli tenere a mente ogni singola persona, sia per ricordarsi chi sia utile alla propria causa, ma anche della quale vendicarsi, magari non direttamente.

Il documentario, fortemente voluto anche da Curtis James Jacksonalias 50 Cent, con il quale Diddy ha vecchie ruggini da dover detergere, è un j’accuse preciso e diviso per capitoli, che dalla genesi; un’infanzia descritta minuziosamente con ipotesi di come il suo carattere sia stato plasmato per arrivare al successo degli anni adulti, arrivando fino ai giorni nostri. Fra carrellate di nomi, testimonianze di collaboratrici, amanti, star che lo hanno accusato per violenza, per abusi, passando anche ai successi lavorativi che ne hanno decretato la trasformazione in un moderno Re Mida della produzione musicale.

Limite della miniserie, che replica il modus operandi di prodotti biografici analoghi e già visti sulla medesima piattaforma, l’essere forse molto minuziosa e per questo anche molto estesa, per quanto ben costruita. Sarebbe forse stato sufficiente un documentario di oltre due ore. E al tempo stesso anche incapace di essere super partes. Grazie a una serie di filmati di repertorio che ne impreziosiscono di certo il climax, ma che aggiungono anche numerose ipotesi avanzate senza che siano suffragate da prove.

Una vicenda umana che dal mondo della musica è arrivata con numerose scosse telluriche a smuovere le fondamenta del mondo dello spettacolo a stelle e strisce e che pensiamo non si placherà tanto facilmente. Combs, che appare nel corso degli episodi come un protagonista affiancato dalla troupe, venne arrestato nel corso delle riprese e si è immediatamente mosso legalmente per delegittimare, e bloccare, la messa in onda della docu-serie perché giudicata faziosa e diffamatoria.

Miniserie quindi perfetta per chi è appassionato di storia dell’hip-hop e di musica in genere. Ma perfetta anche per chi desidera gettare uno sguardo sul mondo della cronaca attuale.

Sean Combs. La resa dei conti (Sean Combs. The Reckoning) USA. 2025 Regia di: Alex Stapleton Ideatore: Alex Stapleton, 50cent Soggetto: Alex Stapleton Sceneggiatura: Alex Stepleton Genere: documentario, drammatico, musicale Durata: 4 episodi da 55’ – 70’ circa Cast: Rodney “Lil Rod” Jones Jr, Shyne (Jamal Barrow), Jesse Washington, Tyra Jones, Steph Smith, Ben Crump, Sean Combs, Cassandra “Cassie” Ventura Uscita: 2 dicembre 2025 Produzione: G-Unit Film & Television Distribuzione: Netflix.

Sean Combs: la resa dei conti, di Alex Stapleton

Valutazione finale: 6 ½ / 10