In prossimità delle festività natalizie, Salvo e Valentino, due infermieri emigrati a Milano per lavorare in una clinica privata, tornano in Sicilia per l’inaugurazione del negozio di alimentari a Km 0, aperto in società dalle loro mogli. Il ritorno a casa porta con sé sia il desiderio dei parenti di far si che i due tornino a vivere in Sicilia, ma anche l’obbligo per i due di tornare al lavoro entro due giorni dalla partenza. Sarà un curioso imprevisto che permetterà ai due infermieri di spostarsi velocemente lungo la penisola.

Dopo la serie Incastrati (id.; 2022-2023) diretta a cavallo del biennio 2022 -’23, e utilizzata al solito in chiave comica per parlare di mafia in maniera leggera, Salvo Ficarra e Valentino Picone sbarcano nuovamente su NetFlix per parlare questa volta di emigrazione e problemi familiari, in una sorta di continuum di Benvenuti al Sud (id.; 2010) e relativo sequel. Ma se in quel caso erano le sostanziali differenze fra stili di vita e relativi preconcetti che ci accompagnano. In questo caso è l’atto di peregrinare lungo lo stivale e l’arte di arrangiarsi che diventano assolutamente centrali. Difatti è solamente il caso che permette ai due infermieri migranti (Valentino e Salvo) di trovare casualmente un cassonetto dei rifiuti che consente loro di teletrasportarsi dalla Sicilia a Milano (e viceversa) semplicemente entrandovi. Potendo così abbattere costi sempre più esorbitanti, e relativi tempi di spostamento. Queste le premesse, con relative situazioni ai limiti dell’assurdo, grazie alle quali due registi, e attori, originari di Palermo desiderano parlare della loro terra di origine e di chi, come loro, deve spostarsi per necessità, affrontando vere e proprie Odissee.
La trama però non riesce a incuriosire più di troppo e la miniserie, iniziata pur con i migliori propositi, s’incarta su una sceneggiatura che affonda le radici nei luoghi comuni – il degente siciliano che detesta l’aria del nord e tutto quello che proviene al di fuori dell’isola. Il dirigente “macchiettistico” e meridionale che si considera ormai un “nordico” e quindi, come da copione, detesta chi proviene dal sud Italia – probabilmente per sottolineare come tutti noi siamo avvolti da barriere mentali e per poter cercare di strappare qualche risata, che però arriva decisamente stiracchiata. Non riuscendo a sfruttare un bel cast, fra cui spicca il ritorno in TV di Sergio Vastano, nel ruolo del dirigente di ospedale. E anche alcuni camei che avrebbero potuto essere utilizzati decisamente meglio, fra tutti un Max Tortora in pienissima forma nel ruolo di un primo ministro che parla per slogan ed è altresì desideroso di mantenere lo status quo.



