Black Bird, recensione della Serie TV ideata da Dennis Lehane

Black Bird, recensione della Serie TV ideata da Dennis Lehane.

Jimmy Keene, ex stella del football liceale e figlio di un ex poliziotto, viene arrestato per spaccio di stupefacenti e finisce in carcere con dieci anni da scontare. Larry Hall è anch’egli in prigione perché auto accusatosi di numerosi omicidi di giovani donne dei quali però non v’è traccia dei corpi. Proprio per insufficienza di prove Larry è a un passo dall’essere nuovamente libero. L’FBI, in cambio del residuo della pena, domanda a Jimmy di farsi trasferire nel medesimo carcere di Larry ed estorcergli una piena confessione prima che questi sia nuovamente libero.

Black Bird, recensione della Serie TV ideata da Dennis Lehane.
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Dopo l’eccellente Scissione, serie basata su un futuro distopico in cui la realtà aziendale sarà nettamente separata da quella privata di ogni singolo dipendente, la rete varata a fine 2019 in quel di Cupertino riesce ad inanellare un’altra serie dal forte appeal. Sia perché basata su una vicenda tristemente vera, ma anche per la capacità del cast di restituire tutta l’originalità di una vicenda dai risvolti profondamente Dark.

Paul Walter Hauser, noto per il ruolo di Richard Jewell nella pellicola omonima firmata da Clint Eastwood, riporta sul piccolo schermo un Character dalle medesime tinte. Con il quale si fatica fino a serie conclusa a non simpatizzare, per l’inevitabile idea di essere un innocuo bugiardo seriale dal quale si capisce, ma solo a sprazzi ben dosati, quanto sia meglio stare attenti. Dall’altro lato lo spacciatore Jimmy Keene, alias Taron Engerton, attore britannico già protagonista nel ruolo di Elton John in Rocket Man, rappresenta un personaggio ben distante dalla figura di Larry. Che avrebbe potuto fare ben altra carriera anche perchè dotato dell’innata capacità di farsi apprezzare da chiunque.

Una storia drammatica e avvincente che sovverte completamente il genere Crime.

Creando con l’amico di comodo una sorta di patto di fratellanza, fra discorsi personali e legati alle rispettive vite famigliari, intercalati dalle ronde dei secondini, da una vita in carcere sempre molto difficile da tenere impegnata e una vita esterna che non accenna a facilitare il compito di chi proprio come Jimmy si trova a un passo dal poter essere un uomo libero. Ai due si aggiunge un Ray Liotta nella sua ultima interpretazione, quella di un padre, di Jimmy, malmesso e con la voglia di riabbracciare il figlio. Ma anche un detective dell’FBI impersonato da Greg Kinnear, solido caratterista perfetto per qualsiasi ruolo, che attraversa lo schermo in un duplice momento. Una prima indagine che porta all’incarcerazione di Larry Hall, e successivamente quella di chi osserva dall’esterno il tentativo del giovane pusher di riappropriarsi della propria vita.

Dennis Lehane, autore prestato per l’ennesima volta al mondo dello spettacolo, rimette mano alla storia dietro le sbarre di Jimmy Keene e della sua lotta contro il tempo e contro un nemico altrettanto subdolo perchè apparentemente inerme. Il risultato finale è una serie che si beve tutta d’un sorso e che nulla ha da invidiare a pellicole del medesimo genere.

Black Bird (id.) Ideatore: Dennis Lehane. Musiche: Mogwai. Nazione: USA Anno: 2013 Genere: Thriller, Drammatico. Durata: 6 episodi della durata di 55’ minuti l’uno. Cast: Taron Egerton, Paul Walter Hauser, Sapideh Moafi, Greg Kinnear, Ray Liotta, Robyn Malcolm, Jaje McLaughlin. Distribuzione: Apple TV +. Uscita: Il primo episodio è uscito l’8 Luglio 2022.

Black Bird, recensione della Serie TV ideata da Dennis Lehane.

Valutazione finale: 7/10

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