Quando la montagna era nostra, di Fioly Bocca


Quando la montagna era nostra, di Fioly Bocca

Le montagne austere, le atmosfere lievi, un amore che ritorna. Fioly Bocca torna a regalarci una storia d’altri tempi ai giorni nostri. Scrittura anticonvenzionale perché intessuta di narrazioni eleganti, costruite con un senso del profondo poco usuale oggi. Nessun linguaggio “sporco” tanto in uso tra gli scrittori, né sesso stereotipato, modaiolo. Qui sono gli affetti che non si perdono e reclamano, le occasioni che rispuntano dalle selve,dai prati in fiore,dal fiume che gorgoglia vicino alla casa di Lena. Lena in gioventù ha conosciuto Corrado, era sbocciato un amore forte. Poi, d’improvviso, Corrado era scomparso nel nulla,fuggito lontano.

Dopo parecchi anni, in quell’età che fa da spartiacque tra la maturità e la fase piu’ riflessiva della vita, Lena, insegnante di scuola elementare, torna nella casa paterna. Ad attenderla i genitori anziani, il padre sensibile e la madre sempre caustica, un pò anaffettiva. Un giorno, d’improvviso, fa la sua ricomparsa Corrado. I due si frequentano, dapprima la ritrosia di lei si scontra con la lucida allegria di lui. Intanto accadono alcuni avvenimenti che daranno la bussola all’intera narrazione, trascinando Lena e Corrado in una dinamica dagli sviluppi imprevedibili.

Rivisitazione gradevole del romanzo d’appendice, Quando la montagna era nostra non è solo questo. Le descrizioni minuziose dell’ambiente montano e degli stati d’animo, qui si alternano tra un io narrante e una terza persona, una Lena sdoppiata ma ricomposta tra le bellezze della natura e del destino. Si respira ad ogni pagina il felice connubio tra una realtà interiore, a volte sofferta e un piano reale esteriore apparentemente distaccato. Il carburante è la felice sensibilità di Lena-Fioly e il mezzo un’auto a energia poetica, che si muove con i mille respiri dell’anima.

Quando la montagna era nostra, recensione del libro di Fioly Bocca