Codice Genesi, recensione del film di Albert e Allen Hughes

Codice Genesi, recensione del film di Albert e Allen Hughes.

Un uomo, un guerriero porta con sé, tra lande devastate e paesaggi primordiali un libro verso terre sicure. E’ un testo fondamentale, puro nella poetica del messaggio religioso. E’ rivelazione di un mondo nuovo da edificare dopo l’apocalisse atomica che ha snaturato esseri e cose, rendendoli altri da sé, imperfezione nell’imperfezione della non-speranza, dell’orizzonte perduto.
Il libro, Quel libro ridarrà un senso a tutto, riattiverà energie positive, libererà la notte dalle tenebre oscure, veglierà su animi inquieti e li riappacificherà. Appianerà le tensioni dell’essere, una nuova alba potrà essere riassaporata da chi desidera ardentemente cambiare, una metanoia intergenerazionale che coinvolgerà chi lo vorrà.

Codice Genesi, recensione del film di  Albert e Allen Hughes
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I fratelli Hughes confezionano un film post-apocalittico ricco di citazioni.

Peccato che il guerriero, impersonato da un evangelico Denzel Washington, dovrà vedersela con i sopravvissuti all’olocausto. Ridotti a sembianze regredite di ciò che un tempo era, l’umano in tutti suoi chiaroscuri (Gary Oldman qui nei panni dell’ultra-cattivo). Solo, ma non isolato nella sua alta e nobile missione, difenderà il sacro testo da ripetute aggressioni e continuerà nel suo cammino.

Ottima prova alla regia dei fratelli Hughes. Codice Genesi capitalizza l’insegnamento di altri classici della fantascienza, alcuni recenti come il poco compreso “L’uomo del giorno dopo” o al più datato ma efficace “Occhi Bianchi sul pianeta terra” o l’angosciante “2002: i sopravvissuti” che raccontano senza infingimenti il post-atomico e sbattono in faccia al cittadino globale un sottile velo di malinconica rassegnazione, un sentimento di sterile impotenza di fronte alla crudezza della narrazione.

La formula dell’identificazione con la storia funziona, se non altro per assurdo (nonostante tutto siamo ancora, nella vita reale, in una democrazia) rimuovendo dalle coscienze (occidentali) danni ambientali e comportamentali commessi in nome del calcolo economico.

Codice Genesi è la terribile alternativa a un sistema-mondo sempre più corrotto e avido. In cui noi illusoriamente culliamo e edulcoriamo le nostre aspirazioni, sublimando frustrazioni e desideri mancati, chiamandoci fuori ad ogni rintocco di campana, sconfitti se non sapremo prendere in mano il nostro destino.

Codice Genesi (The Book of Eli.) USA 2010 Regia di: Albert Hughes, Allen Hughes. Genere: Fantascienza, Azione Durata: 79′. Cast: Denzel Washington, Gary Oldman, Mila Kunis, Ray Stevenson, Jennifer Beals, Frances de la Tour, Michael Gambon, Tom Waits, Lateef Crowder, Malcolm McDowell, Chris Browning, Evan Jones. Fotografia: Don Burgess. Musiche: Atticus Ross, Claudia Sarne e Leopold Ross. Sceneggiatura: Gary Whitta.

Codice Genesi, recensione del film di Albert e Allen Hughes.

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