Cry Macho – Ritorno a casa, recensione del film di Eastwood

Cry Macho – Ritorno a casa, recensione del film di Clint Eastwood.

1979. Mike Milo è una vecchia stella del rodeo con un passato pieno di lati oscuri. Raggiunta forzatamente la pensione, causa il licenziamento dal ranch dove lavorava, Mike riceve la visita del suo ex capo e amico Howard il quale gli domanda di recarsi in Messico per entrare in contatto con Rafo, il figlio tredicenne che non vede da molti anni, e che vorrebbe che Mike portasse al suo ranch. In debito con Howard per avergli dato una mano quando la sua vita stava andando allo sbando, Mike parte alla volta del Messico.

Cry Macho – Ritorno a casa, recensione del film di Clint Eastwood
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Un Western contemporaneo con uno sguardo originale sul tema della vecchiaia.

Quarantesima pellicola di un Eastwood che valicata la soglia dei 90 non vuole assolutamente appendere il cinturone al chiodo e si rimette alla guida sia di un’auto, capace di fargli divorare chilometri d’asfalto in direzione Messico, ma anche alla direzione di una pellicola che decreta il crepuscolo di un uomo e di uno stile di vita che se non tramandato alle nuove generazioni potrebbe facilmente perdersi: il mito del confine americano.

Il tutto mentre il paesaggio che si srotola davanti agli occhi stanchi di un ex stella del rodeo segnata da una vita e da quello che lui vi ha aggiunto, è il medesimo che si dipana di fronte allo sguardo speranzoso di un tredicenne con due genitori che probabilmente non lo meritano e che forse troppo sopravvaluta e identifica in Mike Milo il depositario di quel machismo cui da sempre anela.

Queste le chiavi di lettura di un romanzo che nei classici d’oltre oceano affonda le radici: dal mito della frontiera, al viaggio sia fisico che catartico, e che sulla metà degli anni ‘70 venne tradotto su carta da N. Richard Nash, coautore anche della sceneggiatura. Eastwood aggiunge a questa pellicola la solita profondità d’animo declinata con poche e semplici battute alle quali si aggiunge la presenza del quindicenne Eduardo Minett, giunto al suo terzo film. Pellicola di certo meno efficace di altre dirette dall’ex ispettore Callaghan ma comunque dotata della medesima introspezione e deriva malinconica.

Cry Macho – Ritorno a casa (Cry Macho.) USA. 2021 Regia di: Clint Eastwood. Genere: Drammatico Durata: 105′. Cast: Clint Eastwood, Eduardo Minett, Natalia Traven, Dwight Yoakam, Fernando Urrejola, Horacio Rojas. Fotografia: Ben Davis. Musiche: Mark Mancina. Sceneggiatura: N. Richard Nash, Nick Schenk.

Cry Macho – Ritorno a casa, recensione del film di Clint Eastwood.

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