Dark Places. Nei luoghi oscuri – Recensione

Nuovo thriller firmato da Gillian Flynn, autrice del pluripremiato romanzo L’amore bugiardo, che questa volta cela un processo di catarsi indispensabile alla protagonista, per riuscire a voltare finalmente pagina e ricostruirsi una vita.

Libby Day, sfuggita per miracolo al massacro della sua famiglia per mano di suo fratello Ben, ha avuto da sempre una vita travagliata con una breve stagione di successi grazie a un libro biografico che narrava la vicenda.
A distanza di molti anni, ormai senza un lavoro e senza denaro, decide di farsi assumere da Lyle e dal suo club di appassionati di cronaca nera, tutti certi dell’innocenza di Ben e per questo desiderosi di riaprire il caso.

Dark Places Nei luoghi oscuri
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Nuovo thriller firmato da Gillian Flynn, autrice del pluripremiato romanzo L’amore bugiardo, poi divenuto un successo fra le sapienti mani di David Fincher, e che questa volta cela un processo di catarsi indispensabile alla protagonista, una al solito eccellente Charlize Theron, per riuscire a voltare finalmente pagina e ricostruirsi una vita, cimentandosi con una serie di certezze che si tramuteranno in altrettanti dubbi riguardo un fratello scomparso nei meandri di una prigione molti anni prima e forse accusato d’omicidio in maniera troppo frettolosa.

La donna, aiutata da Nicholas Hoult, ormai ultratrentenne e ben lontano dal suo esordio in About a Boy – un ragazzo, qui nel ruolo di un appassionato di fatti di cronaca nera e casi irrisolti, dovrà fare i conti con i suoi ultimi trent’anni di vita e con una serie d’incongruenze famigliari e investigative che spianeranno la strada a tutta una serie di ulteriori dubbi e incertezze anche personali.

Il regista francese Gilles Paquet – Brenner dirige affidandosi a un cast che riesce a funzionare come un orologio, aiutato da una sceneggiatura altrettanto solida che smembra la trama in due filoni narrativi. Il primo contemporaneo e il secondo legato agli eventi che portarono alla condanna di Ben.

Il cerchio si chiuderà solamente sulle ultime curve della pellicola mentre il tutto è impreziosito da una fotografia lugubre capace di esaltare il pathos palpabile lungo le quasi due ore di film.
Film che piacerà molto agli appassionati di thriller vecchia maniera ma con evidenti risvolti psicologici.

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