Perfetti sconosciuti, recensione del film diretto da Paolo Genovese

Perfetti sconosciuti, recensione del film diretto da Paolo Genovese.

Uno storico gruppo di quattro amici, rappresentanti le diverse tipologie di medio borghese di casa nostra, con percorsi personali, professionali, convinzioni sociali, e le rispettive mogli, divenute col tempo altrettanto amiche inseparabili, s’incontrano per una cena a casa di Rocco ed Eva, lui chirurgo estetico e lei psichiatra in perenne conflitto con Sofia, la loro figlia diciassettenne.

Fra una portata e una battuta viene proposto un gioco che dovrebbe sancire l’amicizia fra i commensali. Nel corso della serata, e per dimostrare che nessuno dei presenti ha nulla da nascondere, è posto l’obbligo di rispondere ai cellulari in vivavoce e aprire ogni genere di messaggio di fronte a tutti. Le conseguenze saranno disastrose, generando molti dubbi fra coloro che pensavano di conoscersi da una vita. Chiave di lettura del film le parole di Eva, che identifica il cellulare alla stregua della ‘scatola nera’ della vita di ognuno di noi…

Perfetti sconosciuti, recensione del film diretto da Paolo Genovese.
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La Commedia di Paolo Genovese, girata in interno, é degna delle migliori pièce teatrali.

Una Commedia girata in interno e degna di una pièce teatrale, con la meglio classe recitativa, o quasi, del cinema di casa nostra. Capace di cedersi il passo senza sbavature e con prove che non esaltano l’uno per penalizzare l’altro. Generando anche inevitabili spunti di riflessione riguardanti l’identità di chi abbiamo di fronte, ovvero se un vero amico o un perfetto sconosciuto. Il film di Paolo Genovese rappresenta ancora oggi un caso che a anni dall’uscita in sala non ha terminato di rifrangere la sua onda lunga sulle rive dei botteghini, pur con una situazione iniziale già intravista varie volte, ovvero la cena innocua o riparatrice capace di svelare retroscena inattesi.

Il regista romano riesce così a incasellare la sua ennesima disquisizione su una società perennemente a caccia di certezze famigliari (una famiglia quasi perfetta, Tutta colpa di Freud) oppure con sguardi non certo tristi verso l’adolescenza ormai passata da qualche stagione (Immaturi e Immaturi – il Viaggio) aggiungendo per una volta una nota acre fin dalle prime battute di un film che piace, si assapora lentamente, esattamente come le riprese che lo contraddistinguono e che si lascia apprezzare anche a distanza di qualche tempo. Numerosi remake sia in chiave europea che non, ma con la certezza che non è assolutamente semplice eguagliare la bravura e la bellezza di un prodotto così cerebrale e raffinato.

Perfetti sconosciuti (Id.) Italia 2016 Regia di: Paolo Genovese. Genere: Commedia. Durata: 97′. Cast: Kasia Smutniak, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo, Alba Rohrwacher, Benedetta Porcaroli. Fotografia: Consuelo Catucci, Fabrizio Lucci. Musiche: Maurizio Filardo. Sceneggiatura: Filippo Bologna, Paolo Costella, Paolo Genovese, Paola Mammini, Rolando Ravello.

Perfetti sconosciuti, recensione del film diretto da Paolo Genovese.

Giudizio finale: 8/10

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